Non ci sono più corpi senza vita all'interno del relitto del peschereccio adagiato su un fondale a 47 metri di profondità nelle coste di Lampedusa. Dopo dieci giorni finisce il lavoro dei sommozzatori che hanno setacciato ili mare tra Cala Croce e l'isola dei Conigli a circa un miglio e mezzo dalla costa. Bilancio: 311 vittime e 155 superstiti. Non sapremo mai nulla sui dispersi. Secondo alcuni immigrati che erano a bordo, il peschereccio affondato all'alba dello scorso 3 ottobre, portava tra 518 e 545 profughi. E così, come ha annunciato la Guardia costiera, «si può dichiarare che all'interno del relitto del peschereccio non sono presenti altri corpi, ma le ricerche proseguiranno nelle aree esterne al relitto». Infatti, sono già state avviate investigazioni strumentali subacquee condotte dai Vigili del fuoco attraverso robot, veicoli filoguidati dotati di telecamere e sonar. Un dispositivo complesso, spiegano dalla Capitaneria di porto, «teso al rinvenimento e recupero delle eventuali restanti salme». Intanto, i lampedusani e i familiari delle vittime del naufragio «attendono di conoscere tempi e modalità rispetto alla destinazione finale delle oltre 300 bare presenti sull'isola». L'appello è del sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini.
Recuperati gli ultimi corpi nel relitto
Non ci sono più corpi senza vita all'interno del relitto del peschereccio adagiato su un fondale a 47 metri di profondità nelle coste di Lampedusa. Dopo dieci giorni finisce il lavoro dei...