Ignazio Marino ha appena nominato Raffaele Clemente a capo dei vigili di Roma dopo più una settimana di ritardi e silenzi. Otto giorni nei quali il comandante in pectore è stato Oreste Liporace, il colonnello dei carabinieri, prima sceltadal sindaco. Ha visto, colonnello, Marino ha ammesso le sue responsabilità sul «pasticcio» della sua nomina mai ratificata. «Ha ammeso l’errore? E che dobbiamo fare...» Lo chiediamo a lei. «È stato un errore, che le devo dire? » Forse in questa vicenda non ha sbagliato solo Marino. Lei crede di avere delle responsabilità? «Io non ho fatto proprio niente. Rispetto Raffaele Clemente, ma evidentemente il curriculum vitae migliore era il mio. Lui è arrivato secondo. Io sono tornato al mio lavoro. Dopo un clamore insopportabile, però». Niente da recriminare? «Clemente non lo conosco personalmente ma gli auguro ogni bene e spero che riesca a lavorare bene come avrei voluto fare io. Ma niente da recriminare, per carità. La vicenda è chiusa». Ma il sindaco Marino non l’ha trattata benissimo... «Come no, mi ha trattato bene. Sono stato scelto per primo...» Ora però è l’ultimo. Eppure l’aveva scelta... «Rimane il fatto che ho il miglior curriculum». Ma non si sente come il corridore più veloce degli altri che viene squalificato per un cavillo? «Non riparto mica dall’ultima fila, ma dall’arma dei carabineiri». Ci ha parlato con Marino? «Questo lo tengo per me. Sono cose che non interessano più. Ho fatto una domanda, sono stato scelto. Poi è andata come è andata...» Pensa che farà causa al Campidoglio per come è stata condotta la faccenda? «Il sindaco può stare tranquillo. Non è nelle mie corde».
«Ma il migliore resto io»
Ignazio Marino ha appena nominato Raffaele Clemente a capo dei vigili di Roma dopo più una settimana di ritardi e silenzi. Otto giorni nei quali il comandante in pectore è stato Oreste Liporace, il...