Bomba a Bologna e strage nei cieli di Ustica. Trent’anni dopo l’argomento difficilmente appassionerà i non addetti ai lavori, eppure, vedrete, contribuirà a rafforzare in voi l’idea di una giustizia schizofrenica, spremisoldi e senza freni. Seguiteci. Il Tempo ha mandato in edicola una dettagliata contro-inchiesta sulle indagini a senso unico per la mattanza del 2 agosto 1980 alla stazione felsinea e in straordinaria coincidenza è stata fatta trapelare la notizia del miliardo di euro che l’Avvocatura dello Stato ha chiesto come risarcimento a Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, condannati in un processo più storico ed emotivo che giudiziario, procedimento-farsa a detta praticamente di tutti, figlio di un’inchiesta caratterizzata da errori, preconcetti, omissioni e depistaggi. Un miliardo di euro è una cifra abnorme, ed è chiaro che i due non potranno mai onorare il debito. Epperò bisognava dare un segnale che riequilibrasse la bilancia perché questo è il Paese dei simboli e dei simbolismi mediatici. Poco importa che così facendo vengano bruciate cifre - queste sì - incalcolabili, e altre se ne aggiungeranno. Soldi per incarichi legali, perizie, accertamenti patrimoniali, costi vivi per l'avvio dei procedimenti, e tutto per ottenere che cosa? Nulla. Il miliardo resterà a imperitura memoria il Sacro Graal. Inafferrabile, misterioso. I familiari delle vittime non saranno risarciti, in compenso però saranno liquidate parecchie parcelle e altri quattrini dei contribuenti finiranno nella fornace. E il gioco, perverso e dispendioso, si moltiplica ogni giorno, in ogni tribunale. Prendete un’altra storia, un altro scoop del Tempo . Ieri vi abbiamo raccontato che la Corte d'appello di Roma ha condannato in sede civile i ministeri della Difesa e dei Trasporti a rifondere all'Itavia, la società (fallita) proprietaria del Dc9 precipitato a Ustica, ben 265 milioni di euro. Poco meno di quanto servirebbe per ricapitalizzare e salvare Alitalia. Il paradosso è che per i giudici civili ad abbattere l'aereo sarebbe stato un missile, mentre per i colleghi del penale dopo 30 anni di indagini e perizie la prova del missile assolutamente non c’è. Bianco e nero, colpevole e innocente. Che importa. Siamo al precedente senza senso, e fa già giurisprudenza. Zitto e paga.
La Storia La giustizia La spesa folle
di Gian Marco ChiocciBomba a Bologna e strage nei cieli di Ustica. Trent’anni dopo l’argomento difficilmente appassionerà i non addetti ai lavori, eppure, vedrete, contribuirà a rafforzare in voi l’...