Politica

Il potere fa i conti con le donne

di Marlowe - Janet Yellen, 67 anni newyorkese, sposata ad un Nobel per l'economia, sarà dal 31 gennaio l'erede di Ben Bernanke alla guida della Federal Reserve, e prima donna ad occupare quella...

Janet Yellen, 67 anni newyorkese, sposata ad un Nobel per l'economia, sarà dal 31 gennaio l'erede di Ben Bernanke alla guida della Federal Reserve, e prima donna ad occupare quella carica in 100 anni di esistenza della banca centrale americana. La nomina è stata ufficializzata ieri da Barack Obama, ma il fatto che Yellen sia una colomba, forse più di Bernanke favorevole all'utilizzo del dollaro per erogare credito in quantità a famiglie e aziende, e sia per giunta una democratica, non significa che fosse la prima scelta del presidente Usa. Obama, oggi inguaiatissimo per lo shutdown, il blocco della spesa pubblica in attesa di un accordo con i repubblicani che eviti il crac del debito, aveva infatti puntato su Larry Summers, egualmente democratico (chi pensa che la lottizzazione sia un affare italiano si sbaglia di grosso), ma troppo vicino agli squali di Wall Street. La carriera di Yellen è stata invece nella Fed (ha guidato quella di San Francisco) e nelle università, senza sfiorare il temibile mondo del business. Per Obama la rinuncia di Summers è stata provvidenziale: oggi non solo si troverebbe nell'occhio del ciclone per aver chiuso gli uffici federali e impedito l'accesso a Yellowstone e alla Statua della Libertà, ma verrebbe accusato di aver messo un amico dei banchieri alla guida dell'organismo che dovrebbe tenerli a bada. I giudizi sono unanimi: Janet Yellen è destinata a diventare non solo la più potente donna d'America, e forse la personalità più influente sull'economia mondiale, ma quanto a popolarità potrebbe presto sovrastare lo stesso Obama. Si dirà che non ci vuole molto. Eppure nei più esclusivi club di New York come il Nick e lo Union, o di Londra come il White o il Garrick, ad alto tasso di banchieri e congressmen, Yellen non sarebbe ammessa: ne farà volentieri a meno. Anche perché fra tre anni potrebbe essere affiancata ai vertici del potere da un'altra donna, quella Hillary Clinton egualmente democratica che probabilmente avrebbe evitato le scivolate di Obama. Basta pensare al punto d'origine della crisi del debito Usa: la riforma sanitaria che il presidente vuole imporre ai repubblicani, titolari della maggioranza alla Camera, avendola messa al centro del proprio programma con il nome di Obamacare. Senza discutere se sia giusta o sbagliata - ma per qualunque cosa ci vogliono i numeri - fu Hillary Clinton, all'epoca della presidenza del marito, a studiare un progetto simile, sconsigliando poi di andare allo scontro, nonostante che all'inizio Bill (e Hillary) i numeri in Congresso li avessero. Alla coppia Yellen-Clinton in un futuro non lontano potrebbero contrapporsi in Europa altre due donne: Angela Merkel e la sua probabile prossima antagonista socialdemocratica, Hannelore Kraft. Della Merkel si sa tutto: rigorista, conservatrice e germano-centrica, almeno quanto Clinton e Yellen sono progressiste e portatrici di una visione globale in politica e nell'economia. Ma certamente la Kanzlerin è assai apprezzata dai tedeschi, e nonostante la marea di critiche probabilmente anche invidiata da noi latini. Hannelore Kraft rappresenta invece la futura speranza dei socialdemocratici, usciti bastonati alle elezioni e condannati a una grande coalizione vissuta come un incubo. Tutta colpa - dicono i sondaggi - della debolezza del candidato cancelliere Peer Steinbrueck, uomo privo di qualsiasi comunicativa; ma anche del presidente dell'Spd, Sigmar Gabriel. Al contrario Hannelore, 51 anni, di famiglia operaia, poi impiegata di banca, laureata in economia e consulente aziendale, dal 2009 vicepresidente Spd e dal 2010 presidente del land Nord Reno-Vestfalia, il più popoloso della Germania, dove ha per due volte sonoramente battuto i democristiani, è oggi considerata la più probabile sfidante della Merkel tra quattro anni. Nonché intanto la sua più tosta interlocutrice. La Kraft è un'avversaria del rigore, ma non è intrisa di ideologia. Esattamente come la Clinton e la Yellen. Una delle sue frasi preferite è «Indebitarsi per evitare i problemi costa meno che ripararli». Un'altra «Le donne funzionano in modo diverso dagli uomini, non meglio o peggio. Hanno altri pensieri, altre esperienze, altre priorità». Fra non molto queste quattro signore potrebbero tenere in mano i destini del mondo, e magari migliorarlo.

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