Amnistia e indulto per non mortificare la dignità dei carcerati, una riforma della giustizia per non mortificare la dignità dell’Italia. Ancora non si placano le polemiche sul messaggio del presidente Napolitano alle Camere con l’invito a valutare l’amnistia e l’indulto per risolvere l’emergenza sovraffollamento negli istituti di pena (a maggio pagheremo una multa salata all’Ue) che sempre dallo stesso mittente ci arriva un’altra condanna. Stavolta civile. Secondo la Corte europea, infatti, la nostra «non criminal justice», quella civile e amministrativa, non è proprio un fiore all’occhiello del Paese. Lo sarebbe se ci fossero, come negli altri Stati, monitoraggio e valutazione delle corti e delle sentenze, uso delle tecnologie, utilizzo dei sistemi alternativi per le dispute minori e training dei magistrati. Altro criterio che ci trattiene verso i piani bassi della classifica, è la cosiddetta «indipendenza percepita» dai cittadini: poca poca. In soldoni, la giustizia civile, con la trasparenza degli atti e delle sentenze, è proporzionale alla crescita del Pil. E se da anni gli italiani sono in «decrescita infelice» dobbiamo ringraziare anche i magistrati civili per quello che fanno o, meglio, non fanno. Intanto ieri, malgrado le carceri italiane siano al collasso, vero attentato alla sicurezza dentro e fuori le sbarre, la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile la questione sollevata dai tribunali di sorveglianza di Venezia e Milano che puntava ad ampliare i motivi per cui può essere differita l’esecuzione di una condanna in cella, introducendo fra essi anche il sovraffollamento carcerario e le condizioni disumane di detenzione. La Corte se ne lava le mani e rinvia alla politica, tanto i tempi lo consentono. Ieri Pannella ha ripreso il suo sciopero della fame per sostenere l’iniziativa di Napolitano, mentre oggi il M5S consegnerà al Colle il suo piano carceri. E se tutto questo vi sembra poco per mettere mano al comparto giustizia (e non per favorire Berlusconi) quasi quasi, alziamo uno striscione e gridiamo «pietà». Sempre che i giudici non ci squalifichino.
Eurodossier choc sulla giustizia incivile
La condanna all’Italia Bocciati tempi, qualità, e trasparenza di atti e sentenze E la Consulta dice no al rinvio della pena per sovraffollamento: «Ci pensi la politica»