Il messaggio con il quale Giorgio Napolitano ha invitato il Parlamento a intervenire sul sovraffollamento delle carceri provoca un nuovo scontro tra il Quirinale e il M5S. I grillini insorgono e accusano il Capo dello Stato di voler usare amnistia e indulto per promuovere un salvacondotto per Berlusconi. Ma Napolitano non ci sta e, direttamente da Cracovia dove si trova per una visita istituzionale, replica in maniera durissima: «Coloro i quali pongono la questione in questi termini vuol dire che sanno pensare a una sola cosa - spiega il Presidente - hanno un pensiero fisso e se ne fregano degli altri problemi della gente e del Paese». «Quelli che dicono così - conclude - non sanno quale tragedia è quella delle carceri. Non ho altro da dire». Parole che, anziché sminare il terreno dalle polemiche, accendono ulteriormente gli animi dei Cinque Stelle: «Napolitano da arbitro è sceso in campo e ha finalmente indossato la fascia di capitano delle larghe intese - attacca il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio -. È lui che se ne frega... delle opposizioni». Plaudono all’intervendo del Colle, invece, i partiti che compongono la maggioranza di governo. Ma se da Pdl e Scelta Civica arriva l’immediata disponibilità a impegnarsi affinché le richieste del Capo dello Stato diventino legge al più presto, sul versante del Pd arrivano subito dei distinguo che mirano a escludere Silvio Berlusconi tra i potenziali beneficiari degli atti di clemenza: «Le parole di Napolitano non possono restare inascoltate» spiega il capogruppo dei Democratici alla Camera Roberto Speranza, ma le vicende personali di Berlusconi non hanno a che fare con questo problema. Se qualcuno lo pensa se lo tolga dalla testa». Considerata la contrarietà al provvedimento espressa da Lega e Fratelli d’Italia, l’accordo su amnistia e indulto andrà trovato all’interno della maggioranza di governo. E viste le prime prese di posizione, non sarà impresa facile.
«Dal Colle salvacondotto per Silvio»
I grillini vanno all’attacco di Napolitano. Replica durissima del Quirinale «Hanno un pensiero fisso, se ne fregano dei problemi della gente»