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«Basta con l’alibi del Cav La Carta va rispettata»

Carlantonio Solimenec.solimene@iltempo.it «Il ragionamento dei grillini è demenziale. Non si può mandare all’aria un provvedimento vitale solo perché riguarderebbe anche Berlusconi». Filippo Facci,...

«Il ragionamento dei grillini è demenziale. Non si può mandare all’aria un provvedimento vitale solo perché riguarderebbe anche Berlusconi». Filippo Facci, firma di punta di Libero , plaude al discorso di Napolitano. Ma al tempo stesso si mostra pessimista sull’effettiva approvazione di amnistia e indulto da parte del Parlamento: «La tutela dei diritti dei carcerati è un tema che non porta voti, non so se si riuscirà a trovare una maggioranza sufficiente». Facci, all’Italia serve davvero una nuova amnistia? «Personalmente non posso che essere favorevole a un’ipotesi del genere. Il problema è che politicamente si tratta di una questione che non interessa a nessuno. Gli unici a battersi per i diritti dei detenuti sono i radicali. In passato Alfano, da ministro della Giustizia, provò a lanciare il famoso piano carceri. Ma poi arrivò la crisi e tutti ritennero che i pochi soldi a disposizione non andavano spesi per i carcerati». Secondo il M5S il vero obiettivo di Napolitano è creare un salvacondotto per Berlusconi. «È un ragionamento demenziale, che purtroppo non parte solo da loro, ma anche da una parte di stampa capitanata da Repubblica . L’ennesima dimostrazione di quanto sia fatalmente radicato l’antiberlusconismo in Italia». Quindi il Cavaliere non si gioverebbe di un’ipotetica amnistia? «Innanzitutto bisognerebbe vedere quale perimetro potrebbe avere un provvedimento del genere. Ma io voglio ribaltare la domanda: e se anche fosse così, se a giovarsene fosse Berlusconi, che problema ci sarebbe? Voglio dire: non si possono impostare in un certo modo ragionamenti che valgono per migliaia di persone solo perché eventualmente potrebbero riguardare anche il leader del centrodestra. È un modo di pensare che non sta in piedi né proceduralmente né moralmente. Vogliono legiferare "contra personam"?». Nessun assist di Napolitano al Cavaliere, dunque? «Chi pensa una cosa del genere andrebbe portato immediatamente alla neuro. Se davvero il Capo dello Stato avesse voluto aiutare Berlusconi avrebbe potuto farlo in tanti altri modi. Quello che non si vuole ammettere è che la situazione drammatica delle carceri italiane non ha eguali nel mondo occidentale». Ma non c’è il rischio che si ripeta quando accaduto con l’indulto del 2006? Che passati due anni, cioè, l’emergenza si ripresenti in forma ancora peggiore? «Il rischio c’è, è innegabile. Il problema è che in Italia qualsiasi riforma del sistema penitenziario si scontra con una sorta di impopolarità «strutturale» dovuta al poco coraggio dei politici». In che senso? «Nessuno spiega ai cittadini il senso dell’articolo 27 della Costituzione, secondo il quale le pene devono tendere alla rieducazione del condannato. Non deve prevalere una logica punitiva. Ed è per questo che non ha senso sostenere che, per risolvere il problema, sarebbe sufficiente costruire più carceri. Penso alle polemiche scoppiarono nel nostro Paese all’epoca della detenzione di Breivik, l’autore della strage di Oslo. Qualcuno si lamentò del fatto che la sua cella era troppo confortevole. Ma nessuno aggiunse che in Norvegia ci sono dei tassi di recidività bassissimi. Perché noi preferiamo pensare al carcere come punizione, altro che redenzione. A questo punto sarebbe meglio cambiare la Costituzione». Amnistia e indulto sarebbero provvedimenti d’emergenza. Quali riforme strutturali dovrebbero accompagnarli? «Se il punto fosse solo svuotare le carceri, il primo passo da fare sarebbe facilitare il trasferimento dei detenuti stranieri, in modo che possano scontare la pena nei loro Paesi d’origine. Ma ci sono anche aspetti sui quali Napolitano non si è soffermato. Penso, ad esempio, a una riforma della Fini-Giovanardi sullo spaccio degli stupefacenti, che ha previsto una ripartizione delle pene assolutamente demenziale e che ha finito col trasformare le carceri in università del crimine per piccoli spacciatori. Per lo meno non si è data piena applicazione alla legge che introduceva il reato di clandestinità: sarebbe stato davvero il caos». Crede che amnistia e indulto supereranno la prova del Parlamento? «Sinceramente non lo so. Sicuramente Lega e M5S saranno contrari, così come potrebbe smarcarsi quella parte del centrodestra che è in campagna elettorale permanente. Sarà difficile trovare i consensi sufficienti, non sono ottimista».

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