Al peggio non c’è fine. Mai. Su questo disgraziato Paese pensavamo d’aver scritto la qualsiasi relativamente a sprechi della politica, miliardi ai partiti, scialacquamenti, dissipazioni e abusi vari pro onorevoli, ex onorevoli, trombati da Seconda repubblica e tirannosauri della Prima. Credevamo davvero d’aver raschiato il barile e sinceramente ogniqualvolta piombava (piomba) in redazione una notiziola da Casta2000, al voltastomaco abituale subentrava una tristezza infinita per l’insistenza con la quale lor signori continuavano (continuano) a vivere in un mondo tutto loro, anni luce lontano da quello reale. La certezza di non aver toccato il fondo, però, ce l’ha data in riunione il nostro Alberto Di Majo snocciolando cifre raccapriccianti. L’anno scorso la collettività già alla canna del gas ha tirato fuori duecentoquindici milioni di euro (avete letto bene, 215) per pagare assegni e rimborsi d’ogni tipo a chi parlamentare non lo è più. Ben 215 milioni per quasi 2.000 ex senatori ed ex deputati destinatari di un vitalizio da 2 ai 6mila euro che sulla carta dovrebbe spettare al parlamentare pensionato al compimento del 65esimo anno d’eta e con un’intera legislatura alle spalle. In realtà lo stesso può intascare con largo anticipo il benefit grazie a una furbata di Palazzo così congegnata: se io deputato o senatore ho fatto due legislature, la soglia si abbassa a 60 anni e ogni anno in più verrà scalato. Molti fuoriclasse della contribuzione sommano al vitalizio anche la pensione, che è d’oro luccicante. L’unica consolazione è che dal 1° gennaio 2012, col passaggio al sistema contributivo, è arrivato lo stop ai nuovi vitalizi anche se continueremo a pagare quelli vecchi finché morte non ci separi. Spulciando poi nei bilanci parlamentari Di Majo ha scovato che questi ex hanno diritto anche al rimborso delle spese di trasporto fino a millecinquecento euro l’anno ognuno (nemmeno stavolta vi siete sbagliati a leggere, 1.500 euro). Spese da non spiegare, da non ricollegare a un’attività pseudo-para-tipo-qualsivoglia politica. L’importante, per gli uffici competenti, è che ogni viaggio abbia una specifica documentale: aereo a New York (con l’amante), ok. Treno per andare a (vedere il derby) Milano? Bene. Molgolfiera (per safari) in Kenia? Benissimo. C’è un posto dove vorremmo mandarli tutti a spese nostre. Ma non è rimborsabile.
A spese nostre a quel paese
di Gian Marco Chiocci Al peggio non c’è fine. Mai. Su questo disgraziato Paese pensavamo d’aver scritto la qualsiasi relativamente a sprechi della politica, miliardi ai partiti, scialacquamenti,...