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«Silvio cameriere alla mensa del Centro Astalli? Si può fare»

Grazia Maria Colettig.coletti@iltempo.it Padre La Manna, vedremo il presidente Berlusconi uscire di casa, attraversare via del Plebiscito per andare a servire i pasti alla mensa del Centro Astalli?...

Padre La Manna, vedremo il presidente Berlusconi uscire di casa, attraversare via del Plebiscito per andare a servire i pasti alla mensa del Centro Astalli? «Al momento a noi non è arrivata alcuna richiesta ufficiale in tal senso» risponde padre Giovanni La Manna, direttore del Servizio dei Gesuiti per i rifugiati, il centro dietro la Chiesa del Gesù, nell’omonima piazza, dove è andato a mangiare Papa Francesco il mese scorso. Ma se vi arrivasse la richiesta ufficiale, prendereste a servizio anche il presidente Berlusconi? «Siamo un centro di accoglienza che ha già avuto esperienze, dal ragazzo e lo studente che hanno fatto una bravata, a personaggi delle istituzioni che hanno avuto problemi, e hanno svolto il loro servizio presso di noi. Quando ci sarà richiesto valuteremo». E chi erano i predecessori illustri di Berlusconi che hanno prestato servizio presso i Gesuiti? «Si dice il peccato non il peccatore». Lei, quindi, non mette limiti alla possibilità di far prestare servizio presso di voi al presidente Berlusconi? «Ripeto: nel momento in cui arriverà una richiesta formale, si valuterà in base al bisogno del servizio e si farà una proposta». E cosa gli potreste far fare a Berlusconi? «Quello che serve. Del resto facciamo così anche per qualsiasi volontario si proponga. Si cerca di far convogliare la disponibilità sui servizi di cui si ha bisogno». Può ricordarci quali sono i servizi dei Gesuiti per i rifugiati? «La mensa in via degli Astalli che distribuisce 400 pasti al giorno, un ambulatorio, tre centri d’accoglienza, una scuola d’italiano e tanti altri servizi di prima e seconda accoglienza, di cui si possono avere informazioni sul nostro sito». Ma a parte l’assenza di una richiesta ufficiale, se vi arrivasse, non ci sarebbe proprio alcun ostacolo al servizio del Cavaliere? «Diciamo che per il presidente Berlusconi l’unico problema che potrebbe sorgere è quello legato alla sua grande visibilità. Quando si muove, smuove giornalisti e televisioni, e questo potrebbe turbare la tranquillità dei rifugiati. Una cosa da evitare: anche quando è venuto Papa Francesco l’incontro diretto con Bergoglio è stato tenuto al riparo dai riflettori».

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