Direttrice, il Colosseo è al centro del business di tour operator e guide turistiche più o meno abusive che si contendono i visitatori all’ingresso prospettando prezzi da capogiro... «Ed è un pessimo biglietto da visita» Danneggia l’immagine del luogo? «Posso dirle che qualunque notizia riguardi il Colosseo fa il giro del mondo. L’area che ospita il Colosseo rappresenta la Capitale e il Paese, visto che viene frequentata da milioni di ospiti cosmopoliti. Ai quali sarebbe forse bene offrire un palcoscenico di legalità, buon gusto e rispetto nei confronti dei visitatori: quel che oggi va in scena è invece uno spettacolo che rimanda un’immagine indecorosa di Roma ai quattro angoli del pianeta». Avete sollecitato interventi? «Sin dal 1999 la Soprintendenza ha posto il fenomeno sotto osservazione e lo ha ripetutamente segnalato alle amministrazioni competenti sui temi del turismo e del commercio e alle forze dell’ordine. Interventi ce ne sono stati, ma con risultati di breve durata. Forse le sanzioni non sono adeguatamente scoraggianti rispetto agli introiti assicurati da quelle attività. Inoltre, il fenomeno è anche più allarmante sul web. Per parte nostra abbiamo esposto i prezzi ufficiali anche all’esterno del Colosseo, proprio nell’area che vede all’opera gli adescatori, in modo che i visitatori possano farsi un’idea delle tariffe correnti e decidere». Come si può difendere il visitatore ignaro? «Informandosi preventivamente, come per qualunque altra scelta. Visto il gran numero di siti-civetta che vendono biglietti come fossero i legittimi concessionari dello Stato, va ricordato, per esempio, che i minori hanno diritto di visitare gratuitamente senza eccezioni». Controlli e repressione del fenomeno non competono a voi, ma se poteste proporre una soluzione quale sarebbe? «Esistono già regole che inibiscono ogni forma di commercio sulle aree intorno ai monumenti e tanto le amministrazioni locali quanto i privati sono tenuti a rispettarle. Chi propone prezzi più alti dello Stato turba l’esercizio del servizio pubblico e andrebbe pesantemente sanzionato».
Piaga da 15 anni È una vergogna
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