Allora direttore, è pronto a prendere il posto di Sallusti a Il Giornale ? «Ma cosa dice? Sono solo stupidaggini, nessuno mi ha contattato, non ne so assolutamente nulla». Maurizio Belpietro, dal 2009 al timone di Libero , fa finta di cadere dalle nuvole. Ma i quotidiani li legge anche lui, difficile che gli sia sfuggito il pressing di Alfano su Berlusconi per «defalchizzare» Il Giornale . Suvvia, Belpietro, non ha letto nulla che la riguardava sulla stampa? «I giornali, come al solito, fanno chiacchiere sul nulla». Beh, detto da lei non suona bene... «I giornalisti, quando parlano dei colleghi, sono ancora più inattendibili del solito». Voci infondate, dunque? «Mi risulta che Sallusti non sia stato licenziato, e non so se qualcuno ha chiesto la sua testa. E poi ho letto anche che io sarei già stato contattato. Ecco, questo lo smentisco del tutto». Non sarebbe una novità assoluta uno scambio di direttori tra Libero e Il Giornale ... «Senta, io sono stato per 10 anni direttore de Il Giornale . Poi me ne sono andato di mia iniziativa, nessuno mi aveva licenziato, avevo semplicemente ricevuto una nuova offerta di lavoro. Ora sono a Libero e ci sto benissimo». È normale che i politici chiedano la testa dei direttori? «Lei si basa sempre di un presupposto che a me non risulta». Allora mi dica almeno come giudica la «pulizia etnica» imposta da Alfano nel Pdl? «Non si tratta di questo. Il tema è come rifondare un centrodestra che nel recente passato ha commesso degli errori. Bisogna evitare le epurazioni e tenere insieme l’area dei moderati. Alfano è l’indiscusso vincitore dell’ultima settimana, ma adesso non deve dar vita a un ulteriore partitino che non avrebbe alcun senso». Ma Libero non era molto critico nei confronti del governo? «Lo siamo ancora. Ma bisogna confrontarsi con le possibilità sul tavolo. Con la nomina dei quattro senatori a vita si era capito che Napolitano stava preparando una maggioranza diversa dalle larghe intese. Se il Pdl avesse votato contro la fiducia sarebbe finito ai margini. Per fortuna Berlusconi l’ha capito in tempo». È la prima volta che nomina il Cavaliere in questa intervista. Un segno dei tempi? «Assolutamente no. Berlusconi resta centrale. I voti li porta sempre lui. Bisogna semplicemente avviare un ricambio generale con il suo consenso. Fare un’operazione contro di lui non avrebbe senso, il Cavaliere deve restare il padre nobile. Ma bisogna comunque attrezzarsi pensando a quello che accadrà tra due settimane, quando potrebbe essere espulso dalla vita parlamentare. Bisogna pensare al futuro». Parole da colomba. Sarà per questo che Alfano la vuole a Il Giornale ? «I direttori non li decidono falchi o colombe. Li decidono gli editori». (A proposito di editori: poco dopo le 15 Paolo Berlusconi interviene ufficialmente e «smentisce categoricamente le illazioni che legano le vicende politiche alla vita de Il Giornale ». «L’editore - conclude - conferma la sua fiducia nel direttore Alessandro Sallusti». Che incassa e resta al suo posto. Per ora).
«Non prendo il posto di Sallusti, i direttori non li decidono le colombe»
Carlantonio Solimenec.solimene@iltempo.it Allora direttore, è pronto a prendere il posto di Sallusti a Il Giornale?«Ma cosa dice? Sono solo stupidaggini, nessuno mi ha contattato, non ne so...
