E siamo a 194 morti. Altri 83 corpi senza vita recuperatia 47 metri di profondità, a un miglio e mezzo da Lampedusa, tirati fuori dalla stiva della carretta del mare affondata nei pressi dell’isola dei Conigli. In tutto, dal giorno del naufragio, sono stati trovati i cadaveri di 6 bambini e 56 donne. Secondo quanto riferito dai migranti, sulla barca naufragata all'alba di giovedì scorso, c'erano 518 persone e dunque mancherebbero all'appello ancora 169 migranti. I corpi, arrivati al porto, sono stati sistemati in camion frigoriferi per poi essere trasferiti nell'hangar-obitorio dell'aeroporto isolano. Le loro bare vanno ad aggiungersi alle altre 111, tra cui quattro contenenti le spoglie di bambini. Il rito è sempre lo stesso: appena portati sulla banchina, i cadaveri vengono fotografati, viene rilevata l'impronta e si aspetta il nulla osta del magistrato per potere sigillare la bara di legno. Uno strazio senza fine. Ad accogliere le salme recuperate dai sommozzatori, c'è anche monsignor Konrad Krajewski, l'elemosiniere del Papa, inviato da Francesco "per portare la sua solidarietà e rendersi conto direttamente delle esigenze umanitarie". In mattinata, monsignor Krajewski è stato accolto dall'arcivescovo di Agrigento, monsignor Francesco Montenegro, e da don Stefano Nastasi, parroco di Lampedusa. Per tutto il giorno, grazie al miglioramento delle condizioni meteo, si sono avvicendati nelle immersioni i sub dei Vigili del fuoco, che hanno lavorato anche con robot, quelli della Guardia costiera, della Finanza e i palombari della Marina militare. Questi ultimi, sono arrivati nell'isola con la nave 'Cassiopea'. A bordo anche una speciale attrezzatura di supporto ai soccorritori, la camera iperbarica per i palombari e un team sanitario specializzato in fisiopatologia subacquea, pronto a ogni evenienza. I corpi dei profughi recuperati erano rimasti incastrati nel relitto del barcone: sono gonfi, deformati, quasi in decomposizione. I sommozzatori, nel tentare di recuperarli li abbracciano con pudore. Come se non volessero deturparli. Uno dei sub: "Sono tutti attaccati uno con l'altro, ognuno avrà non più di 30 centimetri di spazio, ci sono pile di uomini e donne nella stiva del peschereccio". E spiega che "una buona parte sono stipati nella stiva, sono bloccati lì dentro e li dobbiamo tirar fuori uno ad uno". Sempre più sconvolto aggiunge: "Tanti altri ce ne sono ancora attorno alla barca e chissà quanti altri ne troveremo quando allargheremo il raggio di perlustrazione della zona". Nonostante più di un giorno di maltempo, le operazioni di ricerca di superficie con le motovedette e di ricerca aerea con velivoli ed elicotteri di Guardia costiera, Guardia di Finanza e Aeronautica militare, non si sono mai arrestate fin dalle prime ore del naufragio. All'orrore, frattanto, si aggiunge il dramma di un operaio. Viene colpito da un infarto mentre è impegnato nell'hangar dell'aeroporto a saldare le bare dei 111 profughi morti. Dopo l'attacco cardiaco, il lavoratore è stato subito trasferito in elisoccorso all'ospedale Civico di Palermo per le cure sanitarie. Intanto ai 155 superstiti, che sono ospitati nel Centro d'accoglienza insieme con altri 800 profughi, sono state mostrate le fotografie dei morti. Sarebbero 17 i migranti africani che durante il terribile naufragio hanno perso una persona cara. "Il centro è una vergogna perché non può ospitare naufraghi e superstiti", chiosa il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini. Mercoledì arriverà a Lampedusa Jose' Maria Barroso, presidente della Commissione Ue, insieme con il ministro dell'Interno Angelino Alfano. Sarà un'ennesima passerella? Gaetano Mineo
Naufragio a Lampedusa. I morti salgono a 194
Recuperati oggi 83 corpi, tra cui 6 bambini e 56 donne, tutti accatastati nella stiva della carretta del mare adagiata sul fondale dell’isola dei Conigli a 47 metri di profondità. Alla conta mancano ancora 169 persone. Sulla barca ce ne erano 518
