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Le guide segnalano 100 truffe al mese

Dal cibo scadente ai taxi abusivi passando per gli scontrini gonfiati: ogni anno sono migliaia le denunce per il "trattamento" subito nella Capitale. L’Adoc (associazione per la difesa e l’orientament...

Dal cibo scadente ai taxi abusivi passando per gli scontrini gonfiati: ogni anno sono migliaia le denunce per il "trattamento" subito nella Capitale. L’Adoc (associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori), che fino a poco tempo fa gestiva la linea Help Tourist, ha stimato negli ultimi cinque anni un incremento annuo del 6%, con una media attuale di 1.100 segnalazioni nell’arco dei dodici mesi, il 22% da parte di italiani, mentre i più attivi dall’estero sono i francesi, al 19%, seguiti da spagnoli (15%) e tedeschi (14%). Per quanto riguarda i settori attenzionati, in testa c’è quello della ristorazione (60% delle segnalazioni), poi mobilità (28%), strutture turistiche (10%) e attrazioni varie (8%). Si contestano per lo più prezzi troppo alti, nel 75% dei casi, ma non solo: nel girone delle lamentele troviamo anche il rapporto tra qualità del servizio e prodotto venduto, il 27% delle segnalazioni, e le informazioni turistiche, 7%. Ogni giorno all’Adoc arrivano nuove mail, tra le più recenti una «su un ristorante a Testaccio dove non c’è un menù, i camerieri espongono i piatti a voce e poi il conto viene fatto sulla tovaglietta di carta senza ricevuta». Altra associazione, Federconsumatori Lazio, altri numeri, si sommano le denunce. «Sono 236 le segnalazioni giunte nel corso del 2012 - spiegano - più del 73% riferite alle "porte di Roma": Fiumicino, Ciampino, Civitavecchia, Termini, Tiburtina, Ostiense e San Pietro. In testa alla lista nera troviamo quindi i taxi abusivi (21%), poi falso made in Italy anche in ambito alimentare (13%), guide turistiche abusive con conseguente truffa sui biglietti di ingresso a musei e aree archeologiche (19%), alloggi/alberghi non rispondenti alle prenotazioni (12%), infine bagagli rubati, perduti o manomessi in aeroporto (9%). Un migliaio di segnalazioni l’anno stimano anche dal Codacons, soprattutto «riguardanti il centro storico e i luoghi dove hanno sede i monumenti della città come Pantheon, Colosseo e piazza Navona». «Per un turista che si rivolge al Codacons, ce ne sono migliaia che pagano senza protestare, pur dovendo subire prezzi astronomici per un caffè, per una bibita o per un pasto - commenta il presidente, Carlo Rienzi - È vero che il mercato è libero e ognuno pratica il prezzo che vuole, ma le autorità dovrebbero intervenire per salvare l’immagine di Roma agli occhi del mondo».

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