Il previsto arrivo a Roma di 155 tra i superstiti della tragedia di Lampedusa, che ha fatto gridare «vergogna!» a Papa Francesco e acceso i riflettori del mondo sull’isola, ha mandato in fibrillazione l’esercito di disperati dell’emergenza abitativa: quelli che, stretti dal bisogno, si fanno "arruolare" per occupare gli edifici "dimenticati" della Capitale. E proprio questa "fibrillazione", secondo alcuni di loro, sarebbe uno dei motivi del riserbo, finora mantenuto, sulla destinazione dei profughi, che saranno ospitati in due centri del Comune di Roma. «Vorremmo saperlo ma nessuno sa ancora dove li manderanno, non lo sanno neanche i nostri referenti» spiega uno degli occupanti, che chiede l’anonimato. Racconta che «non si parla d’altro», che sono «preoccupati», e di un clima «da guerra fra poveri». Che avrebbe contagiato anche le 350 persone che hanno ricevuto una proposta economica, «700 euro al mese, e una sorta di "buonuscita" di 5mila per lasciare - spiegano - i residence di via Campofarina a Tor Sapienza, Valcannuta a Boccea, Valle Porcina ad Acilia, Bastogi1 e Bastogi2 a Torrevecchia». E adesso che, «purtroppo» stando a quello che raccontano, potrebbe «sfumare il "bonus" di 5mila euro» ecco che arrivano i profughi che il Comune di Roma dovrà aiutare: i 155 sopravvissuti al fuoco, alla nafta e al mare, somali ed eritrei, che ieri pomeriggio hanno dato l’ultimo saluto ai 111 compagni che fuggivano per ricominciare a vivere e invece sono morti. Nuova gente da aiutare. E risorse da dividere. È questo il problema. «Non è cattiveria» spiegano. «Cattivo» è «il moderno "schiavismo"» dicono. E gli scafisti, per loro, «non sono quelli sui barconi, solo teste di legno, gente costretta. E tra chi arriva molti hanno il nome di un politico scritto su un biglietto. Chi ha tutto questo interesse a farli venire?» si chiedono. Il dibattito è acceso nei tanti stabili occupati da gennaio ad oggi, contro cui, continuano, si profila «una politica severa del sindaco Marino».
«Ci contenderemo letti e cibo Questa è una guerra tra poveri»
Il previsto arrivo a Roma di 155 tra i superstiti della tragedia di Lampedusa, che ha fatto gridare «vergogna!» a Papa Francesco e acceso i riflettori del mondo sull’isola, ha mandato in...