Che Paese. Che politici. Che giornata quella di ieri. C’eravamo raccomandati con Laura Boldrini affinché evitasse di volare a Lampedusa non essendosi mai impegnata a far firmare il referendum sull’abrogazione del reato d’immigrazione clandestina, e invece l’abbiamo vista in tv, immancabile, fra i clandestini irriconoscibili insaccati nella plastica. Avevamo sperato che almeno il ministro Kyenge dicesse qualcosa di risolutivo sulla tonnara dei disperati dopo aver fatto (pure lei) nulla per stroncarne l’usanza, e puntualmente ha tenuto banco il suo razzismo al contrario per aver confessato di essere aperta al dialogo e all’inclusione con tutti, tranne che coi leghisti. E che dire di questi: invece di limitarsi ad argomentare i risultati ottenuti dal loro segretario quando sedeva al Viminale (sbarchi azzerati) hanno avuto un sindaco che non ha issato le bandiere a mezz’asta al Comune di Bossi e un parlamentare forbito dall’eleganza specchiata: «La faccia della Kienge porta parecchi immigrati in più». E via così, tutti a straparlare e a insultarsi. Mentre dagli abissi risalivano cadaveri bruciati o gonfi d’acqua la politica elaborava il suo vero lutto, la decadenza di Berlusconi, scannandosi per un demenziale tweet del grillino Crimi che in camera di consiglio, come i cardinali in conclave, avrebbe dovuto starsene zitto fino alla fumata bianca. I falchi e le colombe, orfani di Silvio, non smettevano di litigare e questo mentre nel menefreghismo assoluto si parlava di 4mila tagli in Alitalia e un emendamento Pd al decreto legge sull’Imu riproponeva l’imposta sugli immobili (per non dire dell’Irpef ripristinata per le seconde case sfitte). Che Paese. Che politici. Aridatece Forlani, e pure Fanfani.
Lutto nazionale ma non per tutti
di Gian Marco ChiocciChe Paese. Che politici. Che giornata quella di ieri. C’eravamo raccomandati con Laura Boldrini affinché evitasse di volare a Lampedusa non essendosi mai impegnata a far...