Nella distrazione generale, mentre tutti i riflettori sono puntati sul voto della giunta per la decadenza di Berlusconi, torna la tentazione di rimettere l’Imu sulla prima casa. Nella valanga di emendamenti al decreto sull’Imu, ben 468, ne spunta uno a firma di un gruppo di deputati del Pd che propone di fare marcia indietro rispetto al decreto che ha sospeso l’acconto di giugno. L’emendamento punta a esentare dall’Imu solo le abitazioni principali con rendita catastale inferiore a 750 euro. L’obiettivo dei deputati del Pd è di destinare il gettito pari a 1,2 miliardi al blocco dell’aumento del’Iva dal 21 al 22%, a finanziare per 400 milioni la cassa integrazione e a destinare 50 milioni al fondo per gli affitti. Ma per l’Iva il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha già sbarrato la porta, ricordando che l’aumento è già legge e non si possono fare passi indietro. Non è tutto. Un altro emendamento sempre a firma Pd chiede il ripristino all’Irpef per le seconde case sfitte. Il gettito servirebbe per rendere possibile la deducibilità al 50% dell’Imu da parte delle imprese. Immediata la reazione della Confedilizia: «Nel preciso momento in cui arrivano nuovi preoccupanti dati sul mercato immobiliare, da alcuni parlamentari giunge subito, con la presentazione di emendamenti chiaramente di tipo ministeriale, anche il conforto: tornare a colpire l'immobiliare. Pare che l'intento sia proprio uno solo: quello di smorzare sul nascere ogni sintomo di ripresa, nell'edilizia e negli immobili». Il presidente Corrado Sforza Fogliani, sottolinea che «così si agisce in senso esattamente contrario all'equità sociale e a provarlo basta una constatazione sola: che si colpirebbero persino certi villini, penalizzando in linea di massima, per le abitazioni civili, soprattutto i contribuenti delle città più grandi, come Roma, Milano, Torino, Bologna, ove la rendita di queste unità immobiliari è superiore a 750 euro». La Confedilizia boccia anche l’Irpef sugli immobili non locati. «Siamo al paradosso. Si vogliono colpire gli immobili non locati perchè non si trovano inquilini che li prendono in affitto». Un altro emendamento a firma dei democratici Angelo Rughetti e Lorenzo Guerini, propone di elevare all'8,5 per mille l'aliquota base per il patrimonio immobiliare di banche ed assicurazioni. «La progressività delle imposte è uno dei cardini delle società moderne perchè fa in modo che i più deboli siano chiamati a sostenere il bilancio pubblico in modo minore rispetto ai soggetti che hanno maggiori disponibilità. Allora, enti come banche ed assicurazioni possono a mio avviso farsi carico di un pezzetto di fiscalità in più rispetto alle seconde case di proprietà delle famiglie» aferma Rughetti. Intanto slittano i tempi per la discussione in aula del decreto. Le Commissioni competenti hanno chiesto più tempo per esaminare il provvedimento, dopo l'impasse nei lavori di inizio settimana, legato alla fiducia al governo. La discussione generale comincerà quindi mercoledì prossimo. Non solo è a rischio la prima rata dell’Imu, ma si potrebbe pagare anche il saldo di dicembre. la copertura al momento non è prevista dalla manovra. Abolirla del tutto costerebbe 2,5 miliardi che nel bilancio non ci sono. Mancano le risorse e secondo il viceministro Stefano Fassina, «bisogna fare delle scelte politiche». Il prossimo Consiglio dei ministri dovrebbe varare la manovrina di rientro del deficit sotto il 3%. Nel decreto dovrebbero entrare le risorse per rifinanziare la cig e il fondo immigrazione. Per la legge di Stabilità i tempi si stanno allungando nonostante il termine del 15 ottobre quando il testo provvisorio dovrà essere presentato a Bruxelles. Il premier Letta e il ministro dell’Economia Saccomanni incontreranno a Palazzo Chigi i sindacati lunedì e mercoledì Rete Imprese Italia ma difficilmente la manovra potrà essere definita e approvata nell’arco di una settimana. la legge di Stabilità dovrebbe prevedere interventi di bilancio per dieci miliardi con una attenzione importante per la riduzione del cuneo fiscale. Metà importo servirà alla riforma del’Imu e della Tares con il varo della Service Tax e ad evitare l’aumento dei ticket sanitari che dovrebbe scattare da gennaio 2014.
Il Pd cala la maschera Ci farà pagare l’Imu
Un emendamento al decreto rimette la tassa Colpiti gli immobili con rendita sopra i 750 euro
