Le agenzie di rating continuano a fare gli uccelli del malaugurio per l’Italia. Dopo Fitch che ha minacciato di tagliare il rating, ieri Moody’s ha detto che difficilmente l’Italia riuscirà a riportare il deficit sotto il 3% del pil nel 2013. Questo perchè « l'instabilità politica, anche dopo il voto di fiducia a Letta, ha effetti negativi sulla capacità del governo di procedere con le riforme strutturali e di bilancio». Immediata è arrivata la smentita dal viceministro dell’Economia Stefano Fassina che ha annunciato l’arrivo per il prossimo Consiglio dei ministri, di un pacchetto di misure necessarie a rispettare la soglia del 3%. «Gli interventi sono gli stessi che avevamo già preparato per l'ultimo Consiglio dei ministri e che poi sono state congelate dalla crisi politica» spiega Fassina. Ovvero alienazioni di immobili di proprietà dello Stato e tagli alle spese correnti. Sul tavolo c’è anche un piano di tagli lineari in base al quale i ministeri dovrebbero subire una decurtazione di 415 milioni. Esclusi da questa sforbiciata la scuola, la ricerca, il fondo per la coesione e lo sviluppo e l’Expo 2015. La correzione dei conti potrebbe essere accompagnata dal rifinanziamento per 265 milioni delle missioni internazionali di pace, da un ulteriore finanziamento della cassa integrazione in deroga per 330 milioni e dai 200 milioni per l’emergenza immigrazione. Allo studio anche una social card per 35 milioni. Entro la fine dell'anno, dice Fassina, sono in ballo interventi per 5 miliardi. Un altro tema da risolvere è quello della seconda rata dell’Imu, fissata per metà dicembre. Intantoparte il pagamento della seconda tranche dei debiti arretrati degli Enti locali. È stato infatti registrato dalla Corte dei Conti il decreto emanato dal ministero dell'Economia.
Fassina: entro l’anno misure per 5 miliardi
Laura Della Pasqual.dellapasqua@iltempo.it Le agenzie di rating continuano a fare gli uccelli del malaugurio per l’Italia. Dopo Fitch che ha minacciato di tagliare il rating, ieri Moody’s ha detto...