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Bossi: la mia legge è perfetta La sinistra dà messaggi falsi

«La mia legge è perfetta, non va cambiata». Sotto il fuoco incrociato delle accuse alla legge che porta il suo nome, Bossi si difende a spada tratta. «Bisogna stare attenti a non dare messaggi...

«La mia legge è perfetta, non va cambiata». Sotto il fuoco incrociato delle accuse alla legge che porta il suo nome, Bossi si difende a spada tratta. «Bisogna stare attenti a non dare messaggi sbagliati, altrimenti la gente arriva qui in massa. Sbagliano tutti coloro che mandano messaggi che attirano la gente - ha aggiunto il Senatur - non solo Kyenge-Boldrini, è un problema della sinistra». Un ammorbidimento della legge sull'immigrazione «non serve», per Umberto Bossi che insiste: «Il problema è che insistiamo a mandare messaggi come se in Italia ci fosse lavoro per tutti. Ma lavoro non c'è nemmeno per gli italiani, figuriamoci per gli altri». A raffica arrivano le reazioni a Bossi. «La Bossi Fini è una delle cause delle tragedie» afferma il leader di Sel e presidente della giunta regionale pugliese, Nichi Vendola. «Il fatto che in Italia non sia possibile entrare regolarmente - ha detto Vendola - che la modalità è talmente complicata, per avere il permesso di soggiorno bisogna avere un contratto di lavoro, per avere un contratto di lavoro bisogna avere il permesso di soggiorno, è un assetto ideologico, post fascista, razziale che ha consentito ai mercanti di carne umana di arricchirsi e al nostro mare di diventare il più grande cimitero all'aria aperta che c'è nel mondo con 15mila 20mila cadaveri che non sono frutto di un naufragio, ma frutto di una logica economica e politica sciagurata». La soluzione per Vendola è: «o l'Europa e l'Italia si aprono e guardano con umanità e con senso di realtà a questo Mediterraneo, oppure dobbiamo avere almeno la compiacenza di non piangere lacrime di coccodrillo su quelle povere vite umane. Spero che la smettiamo di applaudire al Papa - ha concluso - che la smettiamo di commuoverci per le sue parole e che riflettiamo sul gesto di chi all'inizio del proprio pontificato ha scelto Lampedusa per denunciare non la tenebra che c'è nel cuore dell'uomo ma per denunciare le logiche di una cattiva globalizzazione, che in Italia sono logiche precipitate in un assetto normativo sciagurato». Per Danilo Leva, responsabile Giustizia del Pd «Strasburgo fa bene a richiamare l'attenzione sui gravi difetti della legislazione italiana in materia di immigrazione, a cominciare dalla Bossi-Fini, legge inutile e dannosa, che va cambiata. Tuttavia sono altrettanto evidenti i limiti e le pesanti carenze da parte dell'unione europea nel sostegno ai paesi come l'Italia che sono la porta di ingresso dei migranti nel continente. Nei fatti l'Italia è stata lasciata sola. È evidente che la Bossi-Fini non determina i naufragi ma crea condizioni inaccettabili per quanto riguarda tutto ciò che avviene dopo lo sbarco». Drastico il commento di Renzi. «Giusto il lutto nazionale. Oggi le lacrime. Ma da domani via la Bossi Fini, caccia agli scafisti e l'Europa si svegli» scrive su Twitter. Poi nella newsletter incalza: «Riempiamo di lacrime le nostre coscienze. Ma diciamo la verità, poi è comodo far finta di niente. A chi oggi mi ha detto: Vai a Lampedusa, rispondo dicendo che lì oggi servono le bare, come ha spiegato il sindaco Giusi Nicolini, non le lacrime del giorno dopo. La vera sfida non è solo piangere oggi per Lampedusa, la vera sfida è non dimenticarsene domani».

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