«Sono a New York, lei mi sente?». Sì, sì, la sento. Allora quest'ultima sortita di Berlusconi? «Perché? Che ha fatto?». Flavio Briatore è fuori dalle cose italiane più di quanto non si creda. Non risiede in Italia, non paga le tasse al fisco italiano e non ha attività economiche nel Belpaese da quasi trent'anni. Con un colpo di teatro Berlusconi ha votato la fiducia al governo. «Non ne so nulla. Il governo Letta non mi pare che abbia fatto granché per le imprese. Mi sembra piuttosto un governo che perde tempo. Però abbiamo votato pochi mesi fa e sarebbe un danno anche per l'immagine del vostro (proprio "vostro", ndr) Paese ripiombare nel caos». I falchi, tra cui la sua amica Santanché, si sono battuti fino all'ultimo per sfiduciare il governo. «La politica è un mestiere. Devi stare dentro le cose per capire. Se si comportano in questo modo, sanno quel che fanno». Lei simpatizza più per i falchi, lo ammetta. «Questo scontro interno mi pare rientri nei giochi di prestigio di cui ai cittadini non importa nulla». A Ballarò Sallusti e Cicchitto non se le sono mandate a dire. «Ecco, Cicchitto è un ottimo esempio di politico di professione. Non ha mai lavorato un'ora nella sua vita. Grazie a gente come lui abbiamo due camere che svolgono le stesse funzioni, mentre ne basterebbe una con la metà dei membri. Il problema è che l'unica preoccupazione di politici come Cicchitto è mantenere il posto e i 15mila euro mensili. Sul mercato ne varrebbero 1500». Lei dà qualche consiglio a Berlusconi? «Lui sa perfettamente che cosa fare. Io gli sto vicino, sul piano umano è un momento molto difficile. E ognuno deve assumersi le proprie responsabilità». Parla di quelle penali? «Parlo innanzitutto di quelle versoil Paese. La Spagna, che pure stava peggio di noi, ora sta recuperando. In Italia invece è tutto fermo. Gli imprenditori vanno dove ci sono opportunità, e da voi non ci vanno. L'Italia ha meno banda larga del resto d'Europa. Serve un governo che incida e che abbia il potere di fare». Che cosa penalizza di più l'Italia? «L'eccesso di costi, a partire da quello del lavoro. Le banche non finanziano. Oggi in Italia si può essere competitivi soltanto se si punta a prodotti di nicchia e all'alta tecnologia. Per il resto, abbiamo una sola grande azienda con un enorme potenziale ma sottoutilizzata: il turismo. L'Italia rimane il mio Paese preferito per le vacanze». E il Paese migliore per il business qual è? «Stati Uniti e poi Africa». Qualcuno l'ha criticato per le sue attività in Kenia "colpevoli" di neocolonialismo... «Sa qual è il problema di tanta parte della "classe dirigente" italiana? Non viaggiano, non aprono la mente, ragionano in modo provinciale. Paesi come Mozambico, Kenia e Tanzania sono in pieno sviluppo. Chi investe porta risorse e lavoro». In Italia invece la disoccupazione giovanile ha superato il 40%. «Nel '68 io avevo 18 anni e noi sì che avevamo le palle di protestare. Ai giovani di oggi dai un ipad, li metti a guardare X-Factor e loro sono contenti». Giudizio impietoso. «Ecco, aggiunga pure che magari leggono Novella 2000 e Chi».
«Sono giochi politici lontani dalla gente»
Briatore: «Ai cittadini non interessa nulla di questi teatrini. Votare ora era sbagliato»
