Enrico Letta immortalato in aula mentre fa il gesto della vittoria. Per i «governisti» del Pd la giornata di ieri si riassume in quel gesto. È vero che Berlusconi c’è ancora, che ha votato la fiducia. Ma è ormai «irrilevante». Aggettivo che va per la maggiore tra i lettiani. La nuova maggioranza, formalmente, a sera ancora non c’è. I nuovi gruppi ancora non ci sono. Ma per ora va bene così. E va bene pure all’altro fronte del Pd. Quello che, per ragioni diverse, spera ancora in qualche fibrillazione nel governo. I parlamentari vicini a Matteo Renzi ripetono per tutto il giorno che è stata tutta «una farsa» e che Berlusconi c’è ancora. Una carta da giocare in vista del congresso. Che ora davvero si può aprire e che nessuno può più mettere in discussione. Scrive su twitter Faraone: «Credo che per la fine della Seconda Repubblica dovremo aspettare ancora l’8 dicembre...». E quindi Carbone: «Abbiamo assistito a una vera e propria farsa incredibile di Berlusconi. Ora pensiamo al bene del Paese, che ha bisogno di noi, che ha bisogno di un Pd forte. E il congresso può essere l’occasione per ridare dignità alla politica». E D’Alema chiosa: «A questo punto possiamo fare con serenità il nostro congresso». Per Renzi, se l’8 dicembre sarà il nuovo segretario, potrebbe aprirsi una fase più lunga del previsto alla guida del Pd. Specie se verrà formalizzata la nascita della nuova maggioranza con i dissidenti Pdl. A loro si rivolge in aula Guglielmo Epifani: «Chi ha avuto il coraggio morale di dire no» a Berlusconi «per dire sì al governo, ora non si faccia inghiottire nel gorgo della furbizia e del tatticismo». Perché nessuno può nascondere il risultato incassato ieri, con la resa del Cav al Senato, la cui portata viene evidenziata da Verini e dal renziano Nardella. Per Epifani «da domani non si può tornare a ieri. No al logoramento, no al tira e molla, no all’instabilità e al ricatto». E basta anche, sottolinea il segretario del Pd, «con la commistione tra la sfera della politica e quella della giustizia. Letta tiri dritto e troverà comunque chi vuole bene all’Italia e agli italiani. Forse è questa la nuova maggioranza di cui ha parlato». Ora il Pd è in attesa di vedere quale esito avrà la spaccatura emersa nel Pdl. Per Antonello Giacomelli «un conto è che i dissidenti tentino di prendersi il partito e dar vita a un nuovo centrodestra. Un conto è se si crea una nuova formazione neocentrista». Scenari diversi per il bipolarismo e per il Pd. E Rosy Bindi avverte: la maggioranza del Pd non sarebbe d’accordo a un’operazione neocentrista.
Il Cav diventa «irrilevante». Il Pd pensa al congresso
Enrico Letta immortalato in aula mentre fa il gesto della vittoria. Per i «governisti» del Pd la giornata di ieri si riassume in quel gesto. È vero che Berlusconi c’è ancora, che ha votato la...
