La situazione politica italiana continua ad essere seguita con attenzione dalle autorità europee. Il vicepresidente della Commissione europea Rehn ha sollecitato un ritorno del Paese alla stabilità politica. «L'Italia - ha sottolineato il commissario Ue agli Affari economici, - è la terza economia più grande dell'eurozona e l'impatto di quanto accade in Italia non termina alle sue frontiere», ma «si sente in tutta Europa». «I progressi dell'Italia o la mancanza di progressi, i suoi risultati o la mancanza di risultati, sono anche quelli dell'Europa». Questo concetto è stato rilanciato anche dal presidente della Commissione europea, Josè Barroso: «La stabilità politica è essenziale e occorre evitare qualsiasi crisi politica artificiale che possa nuocere alla fiducia che l'Italia sta recuperando agli occhi degli investitori». Barroso ha rinnovato con vigore l’appello «a uno sforzo di stabilità perchè ciò che è sul tavolo è essenziale, non solo per l'Italia ma anche per l'euro e per l'Unione Europea, a causa naturalmente del peso economico dell'Italia». Il presidente della Commissione Ue ha confermato di avere parlato in giornata con Silvio Berlusconi, esprimendogli «preoccupazione per la stabilità» e di aver avuto un colloquio telefonico anche con il presidente Giorgio Napolitano e il primo ministro Enrico Letta. Ingerenza? Barroso respinge con vigore questa contestazione e sottolinea che è invece nelle sue prerogative seguire le vicende politiche di un Paese. «Credo sia il mio dovere in quanto presidente della Commissione di attirare l'attenzione degli uomini politici a livello nazionale sulle conseguenze per l'Europa delle decisioni che prendono sul versante nazionale». Plauso al voto di fiducia a Letta è arrivato dal presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz. Su twitter ha scritto: «Un voto di fiducia per i lavoratori, le imprese e tutti gli europei che combattono per uscire dalla crisi».
Barroso chiama il premier e Berlusconi
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