Politica

Montezemolo non si arrende e torna a giocare con la politica

Laura Della Pasqual.dellapasqua@iltempo.it Toh, chi si rivede, Montezemolo. Dopo mesi di silenzio, al punto che i più si domandavano che ne era stata della struttura di Italia Futura, ecco che il...

Toh, chi si rivede, Montezemolo. Dopo mesi di silenzio, al punto che i più si domandavano che ne era stata della struttura di Italia Futura, ecco che il numero uno della Ferrari, esce dai «box». Parlando a «Radio anch’io» attacca l’uscita dei ministri del Pdl dal governo, «un atto grave di irresponsabilità che può avere conseguenze disastrose per i cittadini e consegnare l'Italia nelle mani della Ue e del Fmi», un vero «commissariamento». E invoca «decisioni forti» nell’interesse del Paese dal «taglio delle province alla legge elettorale che permetta di avere, se si dovesse andare alle elezioni, un risultato serio». L’intervento fa seguito a una lettera inviata al Corriere del Sera meno di una settimana fa nella quale Montezemolo usa gli stessi toni appellandosi ai moderati del Pdl. Una vera sorpresa, questa due uscite a distanza ravvicinata, dopo che era dato per scomparso dal dibattito politico. Le fibrillazioni del Pdl e il rischio di una spaccatura con la fuoriuscita dei moderati devono aver risvegliato in lui l’interesse, mai morto ma solo sopito, verso i cambiamenti della politica. Il fondatore di Italia Futura deve aver fiutato che la deriva estremista, guidata dai ribelli del muro contro muro con il governo, lascia l’area moderata senza una «casa». Montezemolo ha anche capito che la stagione di Berlusconi si sta chiudendo e che si apre un periodo di turbolenze nel centrodestra per raccogliere l’eredità del Cavaliere. Coloro che hanno strappato e che si sono spinti troppo in là nell’«insubordinazione» a Berlusconi, caldeggiando una linea meno dura verso il governo Letta, di sicuro hanno di fronte un’altra prospettiva. Il caso della decadenza di Berlusconi ha partorito quel correntismo da sempre osteggiato dalla dirigenza del Pdl e ha fatto nascere un’ala moderata sempre più insofferente ai diktat dei «falchi». Ed ecco Montezemolo pronto a intercettare le istanze delle «colombe». Che la cronaca di questi giorni preluda alla nascita di una «cosa bianca», una sorta di nuova Dc, è tutto da vedere. Di fatto però il numero uno della Ferrari, con grande tempismo, si rimette al centro della scena. Come fu con Monti, anche in questa occasione indossa le vesti del «padre nobile» dei moderati, dispensando consigli e commenti ma guardandosi bene dallo scendere nell’agone politico. Candidarsi? Mai, soprattutto se è ancora tutto in ebollizione. L’esperienza di Monti gli ha insegnato che la cautela è la migliore arma. Non a caso dopo aver messo su con grande fragore di stampa, la «macchina da guerra» di Italia Futura, gli è bastato vedere i sondaggi pre elettorali per smarcarsi e poi defilarsi appena l’esito del voto ha sancito la marginalità di Monti. I maligni sostengono che non sia voluto scendere in campo candidandosi, temendo che qualcuno in campagna elettorale avrebbe tirato fuori il caso dell’accusa di abuso edilizio nella vila a Anacapri. Da presidente della Ferrari, non ama solo correre ma soprattutto vincere. E più di tutto, andare sul sicuro. Non a caso rifiutò il corteggiamento di Berlusconi che nel 2008 gli aveva offerto un ministero e lo avrebbe voluto nella sua squadra. Troppo poco. Montezemolo punta in alto. Ora che Berlusconi soffre, lui si offre. E si scalda per lanciare un’opa sul centrodestra. L’esperienza di Scelta Civica è stata un fallimento e anche una delusione. Ecco quindi la battuta d’arresto, il momento di riflessione in attesa che l’evoluzione del quadro politico possa offrire nuovi spazi. Un consenso del 10% sono briciole. L’obiettivo è il 29% del centrodestra. Un «nocciolo duro» come si dice nel lessico economico, che gli consentirebbe di governare il Paese, senza «sporcarsi» le mani con le incognite della campagna elettorale. In attesa che i tempi maturino, che il Pdl magari imploda e Berlusconi si allontani dalla scena, Montezemolo fa un passo in avanti. Come dire: eccomi, sono pronto, colui che essendo super partes, può essere un’alternativa per i moderati allo sbando.

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