Politica

Epifani festeggia e pensa al dopo-Silvio

Il leader del Pd punta sulla frattura interna al Pdl per isolare il Cav: «Se finisce come speriamo avremo un governo forte»

Quando lo scorso maggio Guglielmo Epifani accettò di diventare il «traghettatore» del Pd in molti pensarono che l’ex leader della Cgil avrebbe fatto meglio a rifiutare l’offerta. Ereditava un partito uscito moribondo dalle elezioni e commissariato dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano nel percorso che aveva portato alla nascita del governo guidato da Enrico Letta. Come se non bastasse toccava a lui tutta la fatica di dover spiegare e giustificare agli elettori democratici la scelta di una convivenza forzato con Silvio Berlusconi che, da lì a poco, sarebbe prevedibilmente diventato un pregiudicato. Insomma un’impresa improba. Invece, a distanza di quasi 5 mesi, Epifani si trova nella invidiabile condizione di poter essere il segretario del Pd che chiude la stagione berlusconiana. Di suo, a parte la pazienza, ci ha messo ben poco. Ci ha pensato il Cavaliere a fare il lavoro sporco. E ora il traguardo sembra vicino. Ieri Enrico Letta ha incontrato sia Matteo Renzi che Gianni Cuperlo. Ad entrambi i candidati alla leadership dei Democratici ha delineato il possibile scenario: un esecutivo sostenuto da una bella fetta di fuoriusciti del Pdl, ma senza l’odiato Cav. Un esecutivo più solido dell’attuale perché libero dai «ricatti» di Palazzo Grazioli. Quindi in grado di approvare le riforme di cui il Paese ha bisogno arrivando alla scadenza del 2015. Renzi in particolare non avrebbe accolto con entusiasmo la notizia. Per lui sarebbe stato meglio che tutto implodesse subito. Ma è disponibile ad aspettare, anche perché Letta gli ha assicurato che non ostacolerà la sua corsa verso Palazzo Chigi nel 2016. E poi nessuno sa con certezza cosa accadrà oggi nell’Aula di Palazzo Madama. Vinceranno i falchi o le colombe? Di certo Epifani è pronto a festeggiare la vittoria. «Questa crisi Berlusconi l’ha cercata solo per i suoi motivi, usando strumentalmente ogni pretesto - dice intervenendo all’assemblea dei gruppi Pd –. È stato sbagliato tutto in questa crisi, il tempo, il modo e il merito, ma Berlusconi perde politicamente prima di tutto nel Paese, perché tutti chiedono il contrario di ciò che sta facendo». «Il Pd - insiste - ha fatto bene ad attestarsi sulle posizioni di agosto: in uno stato di diritto ci sono questioni non negoziabili. Domani (oggi ndr ) arriverà il giorno della verità. Letta mi ha detto che il suo sarà un discorso molto fermo, senza sconti, netto, approfondito e inequivoco». Il leader Democratico sa che comunque vadano le cose nulla sarà come prima. Il Pdl esce profondamente indebolito da questa crisi e perde la «golden share» dell’esecutivo. «Possiamo dare al governo quella traiettoria netta che vogliamo - riprende -. Se una parte del centrodestra domani voterà la fiducia avverrà un fatto di grande portata politica, positivo prima di tutto per il Paese. Se finisce come ci auguriamo, non avremo un governicchio, ma un governo stabile che serve all’Italia». Epifani applaude anche la decisione del premier di respingere le dimissioni dei ministri Pdl e aggiunge: «Con la fiducia, il governo potrà pienamente avere il respiro e gli orizzonti previsti all’origine. E se siamo riusciti ad arrivare a questa situazione, che potrebbe avere sbocchi positivi, lo dobbiamo anche all’unità che su questo il Pd ha dimostrato». Insomma, la strategia è chiara. Portare Berlusconi all’esasperazione convincendolo a non votare la fiducia all’esecutivo. In questo modo si consumerebbe la frattura interna al Pdl e il Cavaliere si troverebbe all’opposizione, fuori dal Parlamento (la decadenza non è in dubbio), rinchiuso agli arresti domiciliari. Una fine ingloriosa che si avvicina pericolosamente. E il segretario Pd si può addirittura permettere l’ardire di ironizzare sull’avversario. Lunedì l’assemblea Pdl si era chiusa senza dibattito con Berlusconi che, quando Fabrizio Cicchitto aveva chiesto la parola, aveva risposto invitandolo a cena. «Chi chiede di parlare può farlo - scherza Epifani con i suoi -, non invito nessuno a cena».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.