Per spiegare tutto basterebbe un numero: 6,5%. È quanto i sondaggi (fonte Emg) attribuiscono oggi alla coalizione centrista di Mario Monti, tra Scelta Civica (5,2%) e Udc (1,3). Basterebbe questo semplice dato per capire la ritrosia di Casini e compagnia bella all’ipotesi di tornare alle urne. Con cifre del genere, e una campagna elettorale che si annuncia dominata dallo scontro tra Pdl, Pd e M5S, ai «civici» non resterebbero che le briciole, col serio rischio di non raggiungere in nessuna regione il quorum a Palazzo Madama, lasciando il solo Monti, senatore a vita, ad assistere impotente ai lavori della Camera «alta», quella più determinante per gli equilibri politici. Ecco perché i centristi, dopo lo strappo berlusconiano, sono rimasti gli unici a invocare ancora il valore della stabilità. Al punto da ricucire lo strappo tra le due anime della coalizione: ieri, infatti, Casini e Monti sono tornati a parlarsi dopo un lungo periodo di rapporti freddissimi. Al termine dell’incontro è stato il leader dell’Udc a tirare le somme: «Le elezioni ora sarebbero un salto nel buio - ha spiegato Casini - una scelta da irresponsabili: porterebbero la vittoria a qualcuno, ma sulle macerie dell’Italia». «Serve un esecutivo che abbia respiro politico e come orizzonte il 2015 - ha continuato - un governo basato solo sulla contabilità non sarebbe in grado di risolvere l’emergenza italiana». In precedenza Monti era stato ancora più esplicito. Se in passato si era detto contrario a qualsiasi forma di maggioranza «raffazzonata», stavolta la prospettiva delle urne fa registrare un clamoroso dietrofront: «Forse è meglio avere larghe intese meno estese, ma più omogenee, rispettate e rispettabili - ha detto l’ex premier - invece di una Grande coalizione che accontenta tutti con scelte spbagliate». Tutto fuorché il voto. Altrimenti si rischia l’estinzione.
I centristi difendono la stabilità. Per paura delle urne
Per spiegare tutto basterebbe un numero: 6,5%. È quanto i sondaggi (fonte Emg) attribuiscono oggi alla coalizione centrista di Mario Monti, tra Scelta Civica (5,2%) e Udc (1,3). Basterebbe questo...
