Politica

«Necessario rendere conto al Parlamento»

«Non ci interessano governicchi o trasformismi. Vogliamo lavorare per il Paese. Se ci riusciamo bene, altrimenti la parola torna ai cittadini». Lo ha detto il segretario del Pd, Guglielmo Epifani su...

«Non ci interessano governicchi o trasformismi. Vogliamo lavorare per il Paese. Se ci riusciamo bene, altrimenti la parola torna ai cittadini». Lo ha detto il segretario del Pd, Guglielmo Epifani su Raitre nel corso della trasmissione "In mezz'ora". «Non mi piace se si va in Parlamento alla rinfusa, random, a cercare numeri per il governo -ha spiegato Epifani - di fronte alle necessità che ci sono servono numeri e consensi qualificati, perchè non è un passaggio semplice quello che abbiamo di fronte. Non mi piacerebbe un governo che, pur facendo cose di cui il Paese ha bisogno, si rifacesse a interessi personali. Su questo c'è unità nel Pd». Epifani ha chiarito: «Secondo il Pd ci sono due questioni che si pongono se il governo entra in crisi formalmente: assicurare il patto di stabilità e fare la legge elettorale. Nelle condizioni di oggi abbiamo queste due priorità. Il Pd proverà a vedere, attorno a questo, se ci sono le condizioni per affrontare e risolvere questi problemi». Idee chiare da far condividere alla base e alle diverse correnti. «Credo che dobbiamo rendere conto di quello che sta succedendo in Parlamento, proprio perché è partita con la minaccia di dimissioni dei parlamentari. Come fece Prodi a suo tempo. Lì ognuno si assumerà la propria responsabilità». Guglielmo Epifani ha ben chiare le mosse necessarie per controbattere alle strategie berlusconiane. «Quello che colpisce è lo scarabocchio istituzionale che è stato fatto, lo sgarbo alla democrazia, l'attacco alle istituzioni», ha aggiunto Epifani che sul governo di larghe intese ha aggiunto: «Se ci fosse stata la possibiità di fare un governo diverso l'avremmo realizzata. Si poteva forzare su un governo di minoranza, ma non sarebbe durato. In questo momento abbiamo due blocchi di forze politiche, l'unica vera forza di respiro europeo è quella del Partito Democratico che deve allearsi se c'è un minimo di programma condiviso. Ma il problema è quello che accade da ora in poi».

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