Politica

«Nessun problema per la fiducia»

Il premier Letta prepara la verifica parlamentare. Il capogruppo Pdl Brunetta rassicura: "Il governo non c'entra in questa vicenda". Ma Bondi: "Prolungare l'agonia non serve"

Oggi Enrico Letta rientrerà in Italia dalla trasferta americana. E subito vedrà il Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Le minacciate dimissioni di deputati e senatori Pdl sono una "spada di Damocle" sulla testa del premier e del suo governo. Ma Letta, lo ha ripetuto centinaia di volte, non ha alcuna intenzione di farsi logorare. Per questo è già pronto a presentarsi davanti alle Camere per chiedere un rinnovato voto di fiducia alla maggioranza che lo sostiente. Una prospettiva che non preoccupa affatto il capogruppo del Pdl a Montecitorio Renato Brunetta che, ospite di Radiouno, assicura: "Il governo non c'entra in questa vicenda, o meglio; il governo viene eletto da una maggioranza, nella maggioranza ci sono Partito Democratico, Popolo della Libertà-Forza Italia e Scelta Civica. Bene, non è possibile che questa stessa maggioranza che regge il governo cambi al Senato per votare retroattivamente la decadenza del Senatore Berlusconi. La fiducia? Se sarà per il governo, non ci sarà alcun problema, il problema sarà del Partito Democratico: con chi vota la fiducia, con la stessa maggioranza con cui vuol far decadere Berlusconi?".  "Al Senato, la maggioranza si è spaccata - insiste Brunetta -: Pd, Sel e Cinquestelle hanno votato per la decadenza di Berlusconi e questa, ripeto, è stata una ferita gravissima non solo per la tenuta parlamentare, ma per la stessa sopravvivenza della maggioranza di Governo. Noi staremo sempre dalla parte della Costituzione, vigileremo per la sua corretta applicazione. Se il Partito Democratico vorrà continuare in questa follia di applicare retroattivamente la legge Severino al senatore Berlusconi, noi del Pdl ci dimetteremo tutti dal Parlamento". Purtroppo per  Brunetta il suo pensiera non è quello del coordinatore Pdl Sandro Bondi: "Se ancora sopravvivesse un residuo di serietà in questo sventurato Paese si prenderebbe atto senza perdere nemmeno un secondo della crisi di un governo e di una maggioranza che non esistono più da tempo, almeno dal momento in cui il Pd ha dichiarato guerra ad un proprio alleato di governo. In queste condizioni, prolungare l'agonia di questo governo e di questa legislatura non giova a nessuno tantomeno all'Italia. Questo Napolitano lo sa bene".

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