Politica

Letta chiederà la verifica «Umiliata l’Italia»

«Non chiamatela verifica ma chiarimento». Enrico Letta si presenta alla conferenza stampa finale dell’assemblea Onu e annuncia che oggi, appena rientrerà a Roma, andrà da Napolitano per mettere a...

«Non chiamatela verifica ma chiarimento». Enrico Letta si presenta alla conferenza stampa finale dell’assemblea Onu e annuncia che oggi, appena rientrerà a Roma, andrà da Napolitano per mettere a punto tempi e modi di quello che lui chiama «chiarimento». «Vogliamo vedere se è un bluff, l’ennesimo, e se si può andare avanti seriamente» spiega un esponente di governo. Il premier non usa il fioretto nei confronti del Pdl: «Ha umiliato non me personalmente, ma l’Italia che stavo rappresentando» quando ha annunciato le dimissioni dei parlamentari in concomitanza con il suo intervento nella aula magna dell’Onu. «Comprensione» per il dramma politico e personale che vive il partito, ma nessuna concessione: la vicenda personale del Cav non può essere collegata a quella del governo. Dunque, come già fatto trapelare mercoledì, nessun ricatto è possibile. E tantomeno possono essere giustificabili affermazioni come quelle sul colpo di Stato: «In Italia non c’è nessun colpo di Stato ed è uno Stato di diritto». Letta ci tiene a far notare la distanza stellare tra il suo impegno di «promozione» del nostro Paese all’estero e l’umiliazione inferta dal Pdl all’immagine dell’Italia. «Ora serve un chiarimento e ognuno si assumerà le sue responsabilità». Quando e come lo decideranno oggi il premier e Napolitano. C’è chi parla di mozione parlamentare, chi di discorso alle Camere e di richiesta di fiducia. Di certo c’è che Letta vuole un chiarimento «in tempi rapidi», forse già martedì, perché «il Paese aspetta provvedimenti importanti». E che il chiarimento verterà sui provvedimenti dei prossimi mesi: dalla legge di stabilità alle riforme economiche, compresa quella del lavoro. Un pacchetto che chi ha parlato col premier definisce corposo, impegnativo e non negoziabile. Un modo per andare a veder l’eventuale bluff del Pdl senza cercare per forza la mediazione su tutto com’è stato finora. «Se il Pdl confermerà la fiducia bene, altrimenti la palla passa nelle mani di Napolitano, che ha già escluso elezioni anticipate» spiega un esponente di governo. «Ma se il Pdl conferma la fiducia e poi dal giorno dopo ricomincia a logorare Letta - spiega un parlamentare vicino al premier - allora non si va avanti. Letta dal minuto dopo si tirerà fuori. È una risorsa, ha un suo profilo che non può rovinare ed è giovane». A quel punto la ridda di scenari è infinita. C’è chi giura che potrebbe candidarsi alle primarie per la premiership contro Renzi in caso di voto anticipato, chi che potrebbe accettare il reincarico per un governo di minoranza, anche se i lettiani non vedono questa ipotesi tra le più probabili, anche perché già c’è chi pensa che Napolitano possa mettere in campo un governo istituzionale e di scopo. Letta non si sbilancia, ostenta ottimismo e chiede che si proceda passo dopo passo, tutto d’intesa col Quirinale.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.