Un passaggio poco più che formale per ratificare l'accordo sulle regole che definiscono il percorso verso il congresso dell'8 dicembre (entro il 6 novembre congressi provinciali e di circolo, convenzione nazionale il 24 novembre, dal 25 presentazione delle liste, una per candidato). Ampio spazio, invece, per l'affondo che Guglielmo Epifani riserva al Pdl. La direzione nazionale del Pd dimentica per un giorno le spaccature interne e si concentra su ciò che sta accadendo al governo. Ed è il segretario, con il suo intervento, a dettare la linea. Il primo pensiero, sottolineato da un lungo e convinto applauso, è per Giorgio Napolitano. "Ha il nostro sostegno - esordisce Epifani - di fronte agli attacchi volgari che si sono registrati in queste ore". Anche Enrico Letta, ovviamente, può contare sul sotegno compatto del suo partito. "Il premier - prosegue - ha parlato di umiliazione. Io aggiungerei che è un colpo alle spalle dell'Italia che lavora e cerca di uscire dalla crisi. Noi siamo con Letta e con le cose da lui dette in questi giorni". "Berlusconi e il Pdl - insiste - stanno scherzando con il fuoco. Una crisi ora è da irresponsabili. Siamo alla fine della caduta e il Pdl, giocando con il fuoco, sta rischiando di far precipitare di nuovo la situazione economica. Le scelte che il governo sta per varare sono importanti: meno fisco soprattutto su lavoro e imprese, bisogna dare ossigeno all'azione dei comuni, favorire gli investimenti, mettere risorse e strumenti per recuperare coesione sociale. Bloccare ora l'azione dell'esecutivo vorrebbe dire bloccare l'accelerazione della ripresa". Epifani non vuole ipotizzare scenati futuri. Ma un'idea su ciò che dovrà accadere nei prossimi giorni ce l'ha: "Il governo ha una via obbligata dopo quello che è successo. Dopo avere incontrato il Presidente della Repubblica, Letta deve aprire in Parlamento un chiarimento risolutivo. Per noi è fondamentale avere una nuova legge elettorale perché quello che è successo, il comportamento da caserma di quelli del Pdl, dipende anche dal Porcellum. Non si può uscire da questa situazione con un ennesimo giro di valzer. Serve un chiarimento che sia risolutivo e chiaro sul rispetto delle istituzioni e sulle scelte di politica economica". Il leader Democratico invita comunque a non sottovalutare il comportamento del Cavaliere e del suo partito ("non è un bluff ma un salto di qualità") e proprio per questo propone che la direzione sia "convocata permanentemente per valutare quello che succederà nei prossimi giorni e seguire l'evoluzione di una possibile crisi di governo". Matteo Renzi, seduto in platea, ascolta il segretario. Per lui la caduta dell'esecutivo potrebbe essere una ghiotta occasione.
Epifani vuole la verifica subito
Il leader del Pd Epifani parla alla Direzione e propone che l'organismo rimanga convocato permanentemente per seguire gli sviluppi della crisi. Via libera alle regole del congresso
