Politica

Letta speaks Roma trema

di Massimiliano LenziAvvezzi al danaro che non dorme mai chissà cosa avranno pensato ieri, a Wall Street, cuore del capitalismo mondiale, davanti alle parole di Enrico Letta, il premier pisano in...

Avvezzi al danaro che non dorme mai chissà cosa avranno pensato ieri, a Wall Street, cuore del capitalismo mondiale, davanti alle parole di Enrico Letta, il premier pisano in trasferta a New York. Parlava in inglese il Presidente del Consiglio mentre di qua dall’Atlantico, in Italia, si consumava il dramma e l’orgoglio di Silvio Berlusconi, leader del Pdl, alleato di Governo di Letta jr. ma soprattutto leone ferito che non si arrende davanti alla magistratura. In una riunione serale, dopo una mattinata e un pomeriggio tesissimi, il suo Popolo della libertà è tornato alla linea dura, con ministri e parlamentari pronti a dimettersi in massa, in caso di una sua decadenza approvata dalla Giunta del Senato. Una giornata da docudrama con due copioni distinti: da una parte lui, Enrico Letta, titubante, tra Wall Street e l’Onu, l’Organizzazione che gode di un grande blasone ma di scarso peso decisionale, tra le tappe del suo giro americano. Dall’altra il Cavaliere - nel giorno della residenza spostata a Roma (una scelta anche simbolica, di stanzialità nella città che è il cuore della politica nazionale) - a Palazzo Grazioli, per tenere il punto con i suoi e salvare la propria agibilità politica. Tutto questo mentre si consuma la cessione del controllo di Telecom, che perde la propria italianità - ennesimo segno della crisi del nostro capitalismo, sempre più piccolo davanti alle sfide globali - e con il Copasir che parla addirittura di "sicurezza nazionale in pericolo". È il menu di una giornata indigesta che Letta jr. avrebbe dovuto trascorrere (magari tornando di corsa) in Italia e che si chiude col dessert della Commissione europea che ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia (come rivelato da Il Tempo) per i limiti posti alla responsabilità civile dei giudici nell’applicazione del diritto europeo. Un mercoledì nero che sta tutto nel suo riepilogo: la maggioranza di Governo a rischio, Berlusconi che non molla, la Telecom non più italiana che allarma il Copasir, l’Europa che ci tira le orecchie perché il nostro Paese protegge i magistrati in modo eccessivo dalle conseguenze del loro operato. Dopo una giornata così hai voglia a parlare, to speak, a Wall Street, che siamo un "paese affidabile", come ha fatto Letta. Lassù non abboccano, abituati come sono alla cattiveria del vivere: «Tutto in guerra si basa sull'inganno».

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