Il passaggio di Telecom sotto il controllo della spagnola Telefonica «pone seri problemi di sicurezza nazionale, visto che la rete Telecom è la struttura più delicata del Paese, attraverso cui passano tutte le comunicazioni dei cittadini italiani ed anche quelle più riservate». A lanciare l'allarme è il presidente del Copasir Giacomo Stucchi che ha già chiesto al direttore del dipartimento delle informazioni per la sicurezza Giampiero Massolo di riferire sui dettagli dell'operazione. Un problema sentito anche al premier Enrico Letta che da New York sottolinea l’importanza di non perdere gli asset strategici. Ma il tema della difesa della rete non è una scoperta di questi giorni anzi è un problema che il governo si sta trascinando da mesi. A fine luglio c’era stata una riunione tecnica a Palazzo Chigi tra i ministeri interessati per affrontare il nodo dello scorporo della rete. Già erano note le fibrillazioni attorno a Telecom. Sotto il governo Monti erano state esaminate alcune ipotesi. Una che individuava la rete come asset strategico sul quale il governo avrebbe potuto porre le condizioni a eventuali compratori; un’altra invece che sottoponeva ai poteri speciali del governo solo le parti della rete collegate ala sicurezza nazionale. Ma allora si era scelto di rinviare la soluzione del problema. Per esercitare la golden share, cioè condizionare l’operazione di acquisto da parte di Telefonica, occorrono i provvedimenti attuativi del decreto legge varato da Monti sui poteri speciali del governo sugli assetti societari di aziende di settori strategici. Con Monti sono stati varati solo quelli per il sistema della difesa e della sicurezza nazionale lasciando fuori altri settori tra cui le comunicazioni. Ora bisognerebbe riparare a questa dimenticanza. Il viceministro dello Sviluppo Economico, Antonio Catricalà, ha detto che sono in corso i lavori su questi regolamenti ma «non si è ancora giunti a una conclusione. E le decisioni spettano a Letta». Comunque «lo scorporo dela rete si può imporre per legge». Poi ha sottolineato che il governo non è stato avvertito dell’operazione degli spagnoli. «Almeno il premier poteva essere avvertito». Il nuovo regolamento sulla golden share potrebbe arrivare nel Consiglio dei ministri di domani. E dopo, appena possibile, ci sarebbe lo scorporo della rete in una società che veda un significativo ingresso di Cassa Depositi e Prestiti. Potrebbe trattarsi di un decreto attuativo ma anche di un decreto del presidente della Repubblica. L'intervento, come nel caso di Riva Acciaio e dell'Ilva, sarebbe quindi generalizzato e non mirato solo alla contingenza specifica. L'obiettivo sarebbe infatti quello di far arrivare il governo pronto per il dibattito parlamentare di martedì prossimo quando il premier Enrico Letta riferirà alla Camera sul caso Telecom. Non c’è solo il problema della rete. Telefonica è fortemente indebitata e potrebbe atuare un importante piano di riduzione del personale per Telecom. Il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato ha sottolineato che il governo è al lavoro affinchè non ci siano danni all’occupazione. L’azienda, infatti, impiega 12 mila persone solo nella Capitale.
Il governo prepara la contromossa per tenersi la rete
Laura Della Pasqual.dellapasqua@iltempo.it Il passaggio di Telecom sotto il controllo della spagnola Telefonica «pone seri problemi di sicurezza nazionale, visto che la rete Telecom è la struttura...
