Dagli Stati Uniti il presidente del Consiglio ha praticamente confermato le indiscrezioni di stampa che gli avevano attribuito l’intenzione di promuovere una verifica della maggioranza delle larghe intese per accertarsi delle reali intenzioni dei partiti che la compongono. E che il capo dello Stato, preoccupatosi ieri di verificare per conto suo e direttamente le posizioni di Pdl e Pd ricevendone separatamente i segretari Angelino Alfano e Guglielmo Epifani, ha diffidato in pubblico dallo "sprecare con incertezze o rotture i venti di ripresa". Venti avvertiti evidentemente anche al Quirinale, pur se altri li negano o declassano a soffi. Enrico Letta ha mostrato di considerare come occasione o terreno di verifica la preparazione della inderogabile legge una volta chiamata "finanziaria", oggi "di stabilità". Una stabilità appunto finanziaria, ma che il presidente del Consiglio considera comprensibile imprescindibile adesso dalla stabilità politica: quella cioè del suo governo, nato a fine aprile per fronteggiare un’emergenza irresponsabilmente ignorata per una sessantina di giorni dall’allora segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Il quale aveva inseguito con Nichi Vendola, dopo la "mancata vittoria" elettorale di fine febbraio, un governo velleitario e minoritario di "cambiamento e combattimento", destinato a rimanere appeso nel Senato agli sberleffi grillini. La semantica non induce purtroppo all’ottimismo. Fra prima e seconda Repubblica ci sono stati governi più morti di verifiche, o ulteriormente indeboliti, che salvati. Ma Letta è ugualmente fiducioso. O tale almeno tiene a mostrarsi per non compromettere ulteriormente una situazione a dir poco preoccupante, in cui i partiti della maggioranza non lasciano trascorrere giorno senza risparmiarsi polemiche tra di loro, e al proprio interno. Come è avvenuto anche ieri con lo scontro fra i capigruppo del Pdl e del Pd sulle presidenze delle commissioni bicamerali, o sull’accidentato percorso della legge di formale - assai formale - abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, per non parlare delle accuse e recriminazioni sul ministro dell’Economia, in tema di Iva e Imu, e sugli sconsolanti destini di Telecom, Alitalia e quant’altro. Le turbolenze di cui soffre la maggioranza delle larghe intese sono state a lungo attribuite dalla sinistra esclusivamente o soprattutto alle minacce di crisi che non sono certamente mancate dal Pdl, ora Forza Italia, dopo la condanna definitiva di Silvio Berlusconi per frode fiscale e il procedimento avviato per la sua decadenza da senatore in termini e modi a dir poco inquietanti. Si reclama addirittura una riforma a tamburo battente della riforma del regolamento, a partita in corso, per obbligare i senatori nell’aula di Palazzo Madama a votare a scrutinio palese, essendoci il rischio che a scrutinio segreto l’ordine di esecuzione venga a sinistra disatteso. Dopo la rocambolesca sessione dell’assemblea nazionale del Pd convocata per fissare data e regole del congresso, e le risse che ne sono comprensibilmente seguite, è diventato impossibile e persino disonesto ignorare o negare che a minacciare di più la stabilità del governo, e tutto ciò che ne consegue, sia la doppia corsa apertasi in quel partito. La corsa cioè alla segreteria, dove appare ormai incontenibile la fuga di Matteo Renzi, e quella a Palazzo Chigi. Dove lo stesso Renzi si prefigge poi di arrivare spingendo nel burrone il suo "amico Enrico", sia pure con l’aria di volerlo soltanto stimolare a pedalare con maggiore forza. O soltanto a pedalare, visto che Renzi spesso lo dipinge fermo sulla bicicletta, e perciò destinato a cadere. In realtà, le larghe intese di governo, volute soprattutto da Giorgio Napolitano, sono state più subite che volute nel Pd, e nei suoi dintorni mediatici, finanziari, o pseudo-finanziari, e giudiziari. Si vede e si sente con crescente e suicida nettezza.
La fiduciosa scommessa di Letta
di Francesco Damato - Dagli Stati Uniti il presidente del Consiglio ha praticamente confermato le indiscrezioni di stampa che gli avevano attribuito l’intenzione di promuovere una verifica della...