T elecom Italia sarà spagnola, Alitalia con molta probabilità presto francese. Passano in mani straniere due aziende che hanno fatto la storia del Paese. La prima ha creato tecnologia di eccellenza riconosciuta a livello mondiale. La seconda ha portato con orgoglio il tricolore ovunque. In ogni luogo del pianeta il caposcalo della compagnia era un pezzo di Stato italiano. Oggi vanno all’estero due imprese zavorrate dai debiti e incapaci di adeguarsi ai nuovi tempi. Cosa è successo? Semplice, anche se nessuno se n’è accorto o ha fatto finta di non vedere. Un valore economico costruito negli anni, con il sudore e l’intelligenza di un Paese ricco di idee e creatività, è stato bruciato, distrutto dal combinato disposto di politici scadenti e finanzieri finti e poveri. Sono queste due categorie, infatti, le protagoniste delle privatizzazioni all’italiana. Quelle nate per fare cassa e abbattere il debito pubblico, nobile intento smentito però dalle ultime cifre, che hanno consegnato aziende sane nelle mani di chi i soldi non li aveva. E che, furbescamente, ha utilizzato quelli presenti nelle casse delle imprese che acquistavano, con ciò impoverendole e privandole delle risorse necessarie per gli investimenti. Unica leva per assicurare loro un futuro. È mancata la politica che non ha fissato regole certe e severe, così i capitalisti italiani si sono comportati come da prassi: privatizzando i guadagni e socializzando le perdite. Difficile ora recuperare. Stupisce che il dossier Telecom-Telefonica sia stato chiuso con il presidente del Consiglio, Letta, impegnato a cercare capitali stranieri e a vendere il piano Destinazione Italia negli Usa. Insomma un momento così delicato per la nostra economia si è chiuso senza un passaggio, almeno formale, a Palazzo Chigi. Certo si può dire che la società telefonica risponde a soci privati e che il mercato è sovrano. Già, il mercato. Proprio quello le cui regole sono state sfacciatamente eluse nell’operazione Telecom. L’azienda è, infatti, regolarmente quotata in Borsa ma il passaggio del controllo è avvenuto fuori da Piazza Affari. Hanno guadagnato, o meglio recuperato le perdite, i soliti noti dei salotti finanziari. I piccoli azionisti sono rimasti a bocca asciutta. Siamo tutti a favore del mercato e della concorrenza. Ma le regole devono essere vere e uguali per tutti.
Istituzioni miopi e finanzieri finti
di Filippo CaleriTelecom Italia sarà spagnola, Alitalia con molta probabilità presto francese. Passano in mani straniere due aziende che hanno fatto la storia del Paese. La prima ha creato...