Politica

Una polizia ad personam

E prima non la voleva, la scorta. Poi, malvolentieri, l’ha subita. Quindi ci ha preso gusto, e dopo averne sperimentato i comfort s’è ben guardata dal rinunciare alla seconda blindata, e anche alla...

E prima non la voleva, la scorta. Poi, malvolentieri, l’ha subita. Quindi ci ha preso gusto, e dopo averne sperimentato i comfort s’è ben guardata dal rinunciare alla seconda blindata, e anche alla terza vettura blu, addetta ai «sopralluoghi». Non contenta, quando ha scoperto che qualche burlone s’era divertito a spaccciare su internet una sua fotografia senza veli (palesemente falsa), Laura Boldrini ha scatenato l’inferno nemmeno reincarnasse Massimo Decimo Meridio: al suo «via», la gladiatrice presidente della Camera ha preteso altri poliziotti per monitorare notte e giorno la rete a caccia di stalker istituzionali: sei agenti sottratti a complicate indagini sui crimini informatici. A sintetizzarla brutalmente sembrerebbe una polizia ad personam, con scorte per strada e sulla rete. E chi s’azzarda a dissentire, sarà un caso, via. Perde il posto. Vedi il dirigente e il funzionario degli agenti in parlamento, vedi pure il responsabile della compartimento di polizia postale del Lazio. E anche il bravissimo questore senza saperlo ha iniziato a fare i bagagli quando all’inaugurazione dei Fori pedonali qualche parolaccia, indirizzata a Marino, colpì di striscio la Boldrini. Ovviamente alla Boldrini e all’alta carica che rappresenta va il nostro massimo rispetto. Ma chi rispetta i poliziotti e tutti noi?

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.