Politica

L’aumento Iva costa 100 euro

La grave situazione delle famiglie italiane potrebbe essere ulteriormente appesantita dall'aumento dell'Iva che costerebbe 100 euro a nucleo. Secondo Confesercenti, infatti, anche se l'aumento dell'a...

La grave situazione delle famiglie italiane potrebbe essere ulteriormente appesantita dall'aumento dell'Iva che costerebbe 100 euro a nucleo. Secondo Confesercenti, infatti, anche se l'aumento dell'aliquota al 22% si trasferisse senza contraccolpi sui consumi, gli effetti che si produrrebbero sul sistema economico e, quindi, sulle famiglie, sarebbero «gravissimi». Di conseguenza la Confesercenti stima un aumento dell'inflazione di mezzo punto percentuale e un «drastico peggioramento» della situazione dei cittadini meno abbienti (disoccupati, cassaintegrati e pensionati). L'aumento dell'Iva, quindi, «va evitato a ogni costo. Anzi andrebbe valutata la praticabilità di una riduzione, finalizzata a far ripartire i consumi», osserva l'associazione. Il presidente Marco Venturi sottolinea che «il peso del fisco sulle pmi è arrivato al 68,3%, con lo Stato che è ormai il socio di maggioranza dei piccoli esercizi». Un prelievo, avverte Venturi, «che ci porta nettamente sopra l'effettiva media europea». Pertanto non si può più alzare la pressione fiscale «per far quadrare i conti. L’alternativa è un drastico taglio della spesa pubblica». Negli ultimi tre mesi dell'anno i contribuenti italiani dovranno affrontare un «diluvio fiscale», composto da 187 adempimenti che costeranno 100 miliardi di euro. La Confesercenti fa un calcolo dei tributi che dovranno essere pagati da ottobre a dicembre: si va dalla seconda rata dell'Imu all'acconto Irap, dal conguaglio della Tares all Tobin tax. Dividendo il numero degli adempimenti per i giorni 2 adempimenti al giorno. Venturi traccia uno scenario drammatico del settore. «Negli ultimi 18 mesi sono stati chiusi 101.000 negozi, per colpa della crisi ma anche degli alti costi, delle tasse e della troppa burocrazia». Di qui la richiesta a governo, parlamento e partiti di «più chiarezza e più coraggio per ripensare il sistema paese, per combattere l'illegalità, gli sprechi e gli abusi. Si tratta di un'enormità», dice il presidente che calcola, di conseguenza, la perdita di lavoro per più di 300.000 persone. «Parallelamente stiamo registrando un aumento abusivismo, altro fattore che in qualche modo evidenza le difficoltà di garantire la legalità». Confesercenti stima che il reddito disponibile delle famiglie nel 2013 si ridurrà di ben 98 miliardi, rispetto a 5 anni fa. Si stima un ulteriore calo dei consumi, di 60 miliardi di euro, che sommati ai danni già prodotti diventeranno 145 miliardi.

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