Politica

«Il Pd vuol fare la conta sulla pelle del Paese»

Carlantonio Solimenec.solimene@iltempo.it «Il Pd ha deciso di celebrare il congresso sulla pelle del Paese. Fanno a gara a chi è più antiberlusconiano e la richiesta del voto palese serve solo a...

«Il Pd ha deciso di celebrare il congresso sulla pelle del Paese. Fanno a gara a chi è più antiberlusconiano e la richiesta del voto palese serve solo a nascondere le loro insicurezze interne. Ma i regolamenti parlano chiaro. Basta con l’accanimento contro il nostro presidente». Nunzia De Girolamo, ministro delle Politiche agricole in «quota» Pdl, sembra sconsolata di fronte all’ultimo scontro sulla vicenda Berlusconi. «Altro che giudizio super partes, la fretta del Partito democratico dimostra che alla fine la decisione sarà esclusivamente politica». Ministro De Girolamo, si aspettava le polemiche sul voto segreto? «Onestamente no. Chiedere la votazione palese è un’aperta violazione del regolamento. D’altronde, già l’accelerazione imposta in Giunta faceva immaginare un chiaro obiettivo politico». Il presidente del Senato Grasso ha garantito che seguirà il regolamento. «La sua correttezza è fuori di dubbio, ma non poteva fare altrimenti. Spero non ci siano sorprese». Perché questa forzatura dei Democratici? «È evidente che il Pd su questa vicenda sta celebrando il suo congresso. Dopo 20 anni di scontro totale ora siamo alleati. Ma loro non lo accettano e devono ripulirsi l’anima. Così fanno a gara a chi è più antiberlusconiano. La richiesta del voto palese, però, serve solo a coprire le loro insicurezze interne». Davvero si aspetta un soccorso «rosso» a Berlusconi? «Io mi auguro soltanto che nel votare i senatori agiscano con buonsenso e responsabilità. D’altronde la libertà dal vincolo di mandato serve proprio a garantire che non si debbano seguire gli ordini del partito o la pancia dell’elettorato. Ognuno scelga secondo la propria convinzione e leggendo con attenzione le carte». Cosa sarà del governo con un sì del Senato alla decadenza? «Berlusconi continua a voler sostenere il governo nonostante i sondaggi, e la piazza, ci invitino ad andare al voto. Ma a scelta politica non potrà che seguire un altro atto politico. Ci riuniremo con i vertici del partito e prenderemo una decisione. Qui non è più un problema di tenuta del governo, ma di tenuta di un’alleanza che deve basarsi sul rispetto reciproco». Letta ha elencato tutti i rischi di una crisi di governo. Non temete di essere additati come i responsabili del disastro? «La responsabilità è tutta del Pd. Noi ministri ci stiamo mettendo ogni giorno forza e dedizione per dare risposte ai cittadini. Ma il Pd evidentemente vuole giocare le sue partite interne sulla pelle del Paese. Se deciderà di staccare la spina noi ne prenderemo atto». Qualcuno ipotizza un Letta-bis con i ministri del Pdl ancora al loro posto. «È fantapolitica. Noi non siamo ministri perché abbiamo vinto un concorso, ma grazie al nostro partito. Quindi seguiremo le indicazioni del partito. Non mi piacciono le zone grigie, gli appoggi esterni. O si sta nella maggioranza o si sta all’opposizione». Crede che Berlusconi si dimetterà prima del voto in Aula? «Conoscendolo lo escludo, anche se resta un uomo imprevedibile. Ma lui ripete, e noi gli crediamo, di essere innocente. Perché avrebbe dovuto frodare il fisco per pochi milioni di euro quando ne paga centinaia? Non credo che si dimetterá e non chiederá la grazia personalmente».

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