Ironia sull’orientamento sessuale di Flavio Tosi da parte di Umberto Bossi durante un comizio sul Monviso. Il senatur, inventore del «celodurismo» in politica, ha interrotto Roberto Calderoli che parlava delle giovani d’oggi (a suo giudizio, vanno in giro troppo svestite). Le donne «ti son sempre piaciute», ha detto Bossi, avvicinandosi al microfono di Calderoli. «Non dirmi che sei anche tu come Tosi...», ha poi aggiunto, citando il segretario della Liga veneta con cui storicamente i rapporti non sono buoni. Prima dell'interruzione di Bossi, Calderoli stava parlando di Berlusconi. Il Cavaliere, aveva riconosciuto, «alla fine a me è simpatico». «Io gli do solo una colpa: l’aver usato le sue tv commerciali per omologarci tutti», aveva continuato Calderoli, parlando delle mode in voga tra gli adolescenti: minigonne molte corte e creste alla Balotelli. È stato lì che si è inserita la battuta di Bossi. Quella sul Monviso, come già l’anno scorso con la nuova leadership di Roberto Maroni, è stata una festa in tono minore. Un semplice comizio, cui ha partecipato anche il governatore del Piemonte, Roberto Cota, e, a seguire, una polentata nella baita di Pian della regina. Senza rito dell’ampolla, con prelievo dell’acqua alla sorgente del Po, a Pian del re, come usava quando Bossi era segretario. Nel suo discorso, Calderoli ha ricordato gli anni delle battaglie secessioniste (dal 1996) che hanno dato vita ai rituali poi «rottamati» dalla nuova Lega (ampolla, batelada in tragetto sul Po e Festa dei popoli padani a Venezia con versamento nella Laguna dell’acqua prelevata sul Monviso). «Vorrei vedere quel calore e quella gagliardezza che c’era allora», ha affermato Calderoli, ripercorrendo le tappe della fase secessionista del movimento. «A me il Monviso funziona più del Viagra, dobbiamo tornare a casa avendocelo duro», ha incitato i militanti. Secondo i sondaggisti, però, Roberto Maroni sembra l’unico leader in grado al momento di catalizzare i consensi degli elettori leghisti: secondo Piepoli interpellato dall’Adnkronos «il dilemma per la Lega è distruttivo: prima aveva un capo unico, che era Bossi, ora ne hanno un altro che è Maroni e adesso stanno pensando ad averne un altro ancora. Evidentemente - osserva - vogliono perdere. L’unica sarebbe quella di proseguire con l’attuale segretario». Cosa che sembra essere gradita ai più. Per quanto riguarda Umberto Bossi «è anziano e ha i suoi problemi - sottolinea Piepoli - mentre il futuro è in mano ai giovani. Già l’età di Maroni è, tra virgolette, piuttosto avanzata, però data la media italiana è attendibile». Per questo, per Piepoli «Salvini potrebbe essere il candidato ideale: è giovane anche se è un po’ impulsivo ma l’impulsività è proprio nel dna della Lega».
Bossi contro Flavio «Non è attratto dalle donne»
Ironia sull’orientamento sessuale di Flavio Tosi da parte di Umberto Bossi durante un comizio sul Monviso. Il senatur, inventore del «celodurismo» in politica, ha interrotto Roberto Calderoli che...