Politica

Bentornato in questa famiglia

di Gianni LettaCaro direttore,la prima volta eri un bambino. Lo ricordo anch’io che ero già qui. Avevi 9 anni e Ti accompagnava Tuo padre, Francobaldo, l’inviato di punta di questo giornale, il...

Caro direttore, la prima volta eri un bambino. Lo ricordo anch’io che ero già qui. Avevi 9 anni e Ti accompagnava Tuo padre, Francobaldo, l’inviato di punta di questo giornale, il campione di un giornalismo che forse non c’è più. Testimone e protagonista eccellente di un modo di fare l’inviato speciale come si faceva un tempo, quando non c’era il computer e neppure internet, e quando le immagini della televisione non avevano ancora del tutto sostituito le parole di chi sapeva raccontare. Quei «ricordi in bianco e nero» che porTi con Te, con «quell’odore di piombo» e quella «grancassa delle rotative» che colpirono allora la Tua fantasia di bambino, e che oggi non trovi più in questo Palazzo. Oggi è tutto diverso. La tecnologia ha cambiato i modi, i ritmi e gli strumenti della professione, ma non è cambiato l’amore per questo mestiere, il gusto della notizia, la passione per l’inchiesta, il tormento e l’affanno per la ricerca, l’ansia di verità. Ma soprattutto non è cambiato il rapporto che ognuno di noi, e Tu con noi, ha avuto e avrà con questo giornale, «non un giornale qualsiasi, ma una grande famiglia». È per questo che, la prima volta da Direttore, voglio accompagnarTi anch’io in questo Palazzo dove ho vissuto per trent’anni, quindici da Direttore. segue a pagina 12

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