Il Tempo «raddoppia». Dopo otto mesi intensi e ricchi di soddisfazioni scrivo un editoriale per salutare i miei lettori e annunciare che da oggi non sarò più sola alla guida di questa testata storica della Capitale. Passo il testimone della direzione al collega Gian Marco Chiocci che continuerò ad affiancare nella veste di condirettore. Ho avuto l’onore e l’onere, prima donna a palazzo Wedekind, di condurre questo quotidiano, tradizionalmente moderato ma non conformista, dopo una direzione fortemente personalizzata e durante un periodo molto impegnativo. Un compito non facile ma necessario nel rispetto dell’identità de «Il Tempo » e nel rafforzamento del legame con i lettori, che nelle pagine del quotidiano devono trovare quello che loro vogliono leggere non quello che un direttore pensa sia la notizia di cui hanno bisogno. Non sono mancate le gratificazioni in questa avventura avendo vissuto momenti di una gravità e di tale unicità che altri direttori non avranno la fortuna di vivere. Difficile affrontare e pensare che possano ripetersi, per esempio, le dimissioni di un Papa, come è accaduto con Benedetto XVI, e la nomina di un «Vescovo di Roma» come Francesco; assistere alla rielezione di un presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, necessaria per rendere possibile un governo delle larghe intese (anche questo impensabile prima) e impedire il naufragio del Paese; la crisi di un fenomeno politico come il berlusconismo; la scomparsa di grandi personaggi come Giulio Andreotti, nostro indimenticabile collaboratore nonché presidente del consiglio e senatore a vita. «Il Tempo », che l’anno prossimo festeggerà i suoi primi 70 anni, sta per affrontare una nuova fase che sarà segnata da alcuni cambiamenti necessari in un momento storico in cui la carta stampata sta cambiando pelle. Ringrazio l’editore Domenico Bonifaci per la fiducia accordatami e che continua a riporre in me, l’ad Federico Vincenzoni, sostenitore e artefice di ogni passaggio cruciale della testata e ancor più la redazione fatta di colleghi seri, appassionati, orgogliosi e liberi. Augurandogli buon lavoro, continuo con il neo direttore Gian Marco Chiocci il mio cammino professionale restando al fianco di voi lettori, mai da tradire e sempre da rispettare, vero patrimonio de «Il Tempo».
Un’avventura meravigliosa
di Sarina BiraghiIl Tempo «raddoppia». Dopo otto mesi intensi e ricchi di soddisfazioni scrivo un editoriale per salutare i miei lettori e annunciare che da oggi non sarò più sola alla guida di...