"Una crisi di governo al buio potrebbe dare tensioni su mercati ma la nostra impressione è che sia un caso estremo". Tradotto per i non addetti ai lavori: "Una crisi di governo non conviene a nessuno". Il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni torna a parlare del futuro del governo. E si dice sicuro che alla fine "prevarrà il senso di responsabilità per non interrompere un buon lavoro fatto finora". La cosa preferibile, quindi, sarebbe "un ritorno alle urne nel 2015, per non interrompere il percorso delle riforme strutturali e il consolidamento dei conti pubblici" "Dobbiamo superare la fase di incertezza - aggiunge -. Ci sono una serie di negoziati in corso. Alla fine penso che prevarrà il senso responsabilita per non interrompere il buon lavoro fatto finora". Saccomanni affronta quindi due temi caldi del dibattito sull'economia. Il primo è quello dello spread. "Non c'è alcuna gara tra Italia e Spagna sull'andamento dello spread - sottolinea -. E comunque l'andamento non cambia le nostre prospettive per quanto riguarda il quadro macro-economico". Poi l'ipotesi di uno scostamento rispetto all'obiettivo di deficit del 3%. "Il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione non incide sul disavanzo - assicura -: vengono pagati come emissione di nuovo debito per cui aumenta il debito ma senza effetti sul disavanzo. Eventuali scostamenti rispetto all'obiettivo di deficit del 3% sarebbero minimi e comunque gestibili con interventi già programmati".
Saccomanni: "Una crisi non conviene a nessuno"
Il ministro dell'Economia torna a parlare del futuro del governo. E sul deficit aggiunge: "Uno scostamento dal 3% sarebbe minimo"
