Politica

È Matteo il leader politico che piace di più agli italiani

È Matteo Renzi il leader politico che piace di più, con il 51 per cento di consensi. È quanto emerge da un sondaggio realizzato dall'istituto Swg in esclusiva per Agorà Estate, su RaiTre. Ma, in...

È Matteo Renzi il leader politico che piace di più, con il 51 per cento di consensi. È quanto emerge da un sondaggio realizzato dall'istituto Swg in esclusiva per Agorà Estate, su RaiTre. Ma, in generale, cresce la fiducia degli italiani in tutti i rappresentanti della politica: balzo in avanti per il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che sale di 4 punti e raggiunge il 47 per cento; un punto in più per il premier Enrico Letta, che si attesta al 41 per cento. Sale anche Beppe Grillo, che guadagna tre punti e raggiunge il 24 per cento a pari merito con Silvio Berlusconi (+1%). Tre punti in più per il segretario del Pdl Angelino Alfano e per il leader di Sel Nichi Vendola, entrambi al 23 per cento. Sale di tre punti anche il senatore a vita Mario Monti, al 20 per cento, mentre sono due i punti in più per il segretario del Pd Guglielmo Epifani, che chiude con il 18 per cento. Cresce anche la fiducia degli italiani nel governo delle larghe intese di ben 4 punti rispetto alla settimana scorsa, attestandosi al 29 per cento. E sale anche quella nel premier Enrico Letta (+1%), che raggiunge il 41 per cento. Il sondaggio Swg ha poi chiesto agli intervistati, se l'esecutivo dovesse cadere, quale futuro politico si prospetterebbe per l'attuale premier. Secondo il 40 per cento degli italiani, e per oltre la metà degli elettori del Pd (54%), Enrico Letta dovrebbe appoggiare Matteo Renzi. Favorevole a una nuova candidatura di Letta alla premiership è invece il 21 per cento degli italiani e il 35 per cento degli elettori democratici. Infine, il premier dovrebbe partecipare alla «corsa» per la segreteria del Pd secondo il 13 per cento degli elettori totali e il 9 per cento dei Democratici. Infine il gradimento nei partiti: restano pressoché stabili il Pdl (+0,1%), che si conferma primo nelle intenzioni di voto con il 28 per cento dei consensi, e il Pd, che segue con due punti di distacco; cresce il Movimento 5 Stelle (+0,7%), che supera la soglia del 20 per cento (20,5%). Perde invece quasi un punto Sel (-0,8%), che scende sotto la soglia del 5 per cento (4,8%), mentre resta pressoché stabile la Lega (-0,1%), al 4,6 percento. Salgono leggermente Scelta civica (+0,2%) e Fratelli d'Italia (+0,3%), rispettivamente al 4,1 e al 2,2 percento. Lieve crescita anche per Rifondazione comunista-Rivoluzione civile (+0,2%), che si attesta all'1,8 percento, mentre non varia il dato relativo a La Destra, all'1,3 percento. Perde quasi mezzo punto l'Udc (-0,4%), che scivola all'1,2 percento; chiude l'Idv (-0,1%), che si attesta all'1,1 percento. «Finché non ci sono novità sul "casò Berlusconi" - ha osservato Maurizio Pessato, presidente dell'Istituto Swg - non c'è motivo per cui gli elettori debbano modificare le loro scelte».

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