Politica

Squinzi: dramma da evitare I sindacati pronti a mobilitarsi

Emergenza La Fim Cisl diffida l’azienda dallo stop produttivo Federacciai: accanimento giudiziario senza precedenti

Dopo la nota dell'azienda è subito scattata la protesta dei lavoratori e dei sindacati. La Fim Cisl diffida l'azienda dal bloccare le attività a dall'avviare la messa in libertà dei lavoratori la invita «a ricorrere immediatamente all'utilizzo degli ammortizzatori sociali», oltre che a chiedere alla «procura in tempi rapidi di scorporare dal provvedimento di confisca tutto ciò che impedisce la normale prosecuzione dell'attività produttiva e lavorativa«. Anche Maurizio Landini, segretario nazionale dela Fiom Cgil, considera la scelta di Riva «un atto di drammatizzazione inaccettabile perchè scarica sui dipendenti responsabilità non loro». «Così la situazione non è più gestibile - aggiunge Landini - quindi chiediamo al governo di convocare con urgenza un tavolo e di dare il via al commissariamento, come previsto dal decreto Ilva, di tutte le società controllate dal Gruppo». Il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, parla di «esito annunciato di un accanimento giudiziario senza precedenti, da me ripetutamente denunciato già in tempi non sospetti». All’attacco la Confindustria. «Dobbiamo assolutamente uscire da questa situazione - incalza il presidente Giorgio Squinzi - perchè 1.500 posti che si perdono nel nostro Paese sono un altro colpo drammatico». Quindi auspica una soluzione che «garantisca l’occupazione e l’attività industriale». Decisa presa di posizione di Confindustria di Cuneo e del Piemonte. «L'errore è stato arrivare a questo punto - sottolinea in una nota il presidente di Confindustria Cuneo, Franco Biraghi - bisognava prevenire il crearsi di questa situazione e trovare un'altra via d'uscita che garantisse il proseguimento dell'attività e salvaguardasse l'occupazione. In questo modo, invece, da oggi altre 1.400 persone in Italia, di cui 250 solo nella nostra provincia sono senza lavoro e il danno sarà ancora maggiore, perchè molte aziende meccaniche della Granda hanno nell'Ilva il loro principale se non unico fornitore di materia prima». Intanto di fronte lo stabilimento che la società ha a Lesegno, in provincia di Cuneo, i 250 lavoratori hanno organizzato una manifestazione. I sindacati hanno indetto due assemblee. «Condivido appieno l'importanza di tutelare l'ambiente e garantire la sicurezza degli impianti produttivi - gli fa eco il presidente di Confindustria Piemonte, Gianfranco Carbonato - ma credo si sarebbero dovute cercare soluzioni alternative al blocco della produzione in modo da preservare la continuità operativa degli stabilimenti». Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, ha sottolineato che «numeri alla mano, la Lombardia sarebbe la regione più colpita in termini di ricadute occupazionali». La sospensione delle attività «è una decisione di una gravità inaudita soprattutto in un momento di crisi economica e occupazionale quale quello che stiamo vivendo». Ha quindi annunciato che chiederà un colloquio con urgenza ai vertici aziendali del Gruppo e un incontro con il ministro delle Attività Produttive, «per capire come intende muoversi il governo di fronte a una situazione così grave».

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