Matteo Renzi sa bene che ad ogni azione corrisponde una reazione. Così, quando mercoledì, seduto nel salotto di Porta a Porta , ha attaccato a testa bassa il premier Enrico Letta, era cosciente di cosa sarebbe successo da lì a poco. Ma il sindaco di Firenze non può perdere il suo vantaggio competitivo. L’elettorato del Pd considera «innaturale» l’alleanza con il Pdl. Soprattutto ora che Silvio Berlusconi tiene sulle spine il governo minacciando a giorni alterni la crisi. Inoltre pensa che l’attuale classe dirigente dei Democratici, oltre che «vecchia», sia eternamente destinata alla sconfitta. Renzi è l’antidoto: può chiudere la stagione berlusconiana e riportare il Pd alla vittoria. Per questo non può permettersi scivoloni. Su tutti quello di dare l’impressione di lavorare per costruire attorno a sé un gruppo di potere che, dopo averlo portato al successo, passerà all’incasso ottenendo poltrone e prebende varie. Così veste i panni del «rompiscatole». E i risultati non tardano ad arrivare. Proprio mercoledì, infatti, si è riunita Areadem, la «corrente» che fa capo a Dario Franceschini e Piero Fassino. Entrambi sono recentemente saliti sul carro di Matteo. Ponendo però una condizione: ti appoggiamo ma lascia stare Letta. Normale quindi che, davanti alle critiche del sindaco, l’idillio si sia subito incrinato. Al punto che sul sito di Areadem è comparsa questa nota: «Nella riunione, introdotta da Franceschini e chiusa da Fassino - secondo quanto viene riferito - è emerso che i parlamentari di Areadem, ad eccezione di Cesare Damiano sono tutti pronti a sostenere Renzi perché, si spiega, interpreta meglio la vocazione innovatrice e riformista che Areadem ha sempre tenuto viva negli anni della segreteria Bersani, rispetto a Cuperlo che rappresenta una linea più conservatrice e continuista con la storia dei soli Ds». «Il sostegno a Renzi - continua - sarà spiegato al seminario annuale di Areadem di Cortona a fine mese, ma verrà anche indicata una linea che lo impegni al sostegno convinto al governo Letta, anche pungolando sui contenuti ma in modo costruttivo e non ostile. Molti malumori infatti - si sottolinea - sono emersi per i toni definiti "ingenerosi" (a partire dalla battuta sull’attaccamento alla seggiola) con cui Renzi a Porta a Porta , si è rivolto a Letta. Al premier tutti gli intervenuti hanno espresso riconoscimenti per il lavoro difficile che sta facendo e per i risultati ottenuti e riconosciuti a livello europeo e internazionale». Obiettivo centrato. Se Franceschini vuole sostenerlo Renzi non ha nessun problema, ma si scordi «ricompense». Ovviamente le parole del sindaco non hanno scatenato solo la reazione dei suoi sponsor. Anche Massimo D’Alema ha colto la palla al balzo per criticarlo: «Si candida a fare il segretario del partito parlando d’altro. Fa una campagna come se fosse candidato a governare il Paese, ma non ci sono elezioni e al governo del Paese c’è un membro del nostro partito. Quindi c’è qualcosa di molto ambiguo in questa campagna». Sulla stessa lunghezza d’onda il candidato «dalemiano» alla segreteria Gianni Cuperlo e il lettiano Francesco Boccia che ricordano come il governo non possa cadere per colpa del Pd. Tocca a Guglielmo Epifani spegnere le polemiche. Ieri il segretario ha incontrato i candidati alla leadership del Pd per avviare un confronto e cercare una mediazione in vista dell’Assemblea nazionale che dovrà definire le regole del congresso. Al momento l’accordo è lontano ma, alla fine di un’ora e mezza di confronto con Renzi, intervistato dal Tg3 , Epifani ha spiegato: «Non è sua intenzione dare problemi al governo. Mi ha confermato che sarebbe un grave errore mettere in difficoltà questo governo che sta affrontando gravi problemi del Paese». Sarà ma intanto un altro sponsor renziano, Goffredo Bettini, ospite di Omnibus avverte: «L’alleanza tra Pd e Pdl è innaturale, così come lo è l’idea di proseguire l’esperienza del governo sine die . Il Pd deve dare lui i tempi: questo governo deve fare la legge elettorale e potare a termine i provvedimenti economici più urgenti ma poi deve andare al voto».
Già finito l’idillio tra Matteo e Dario
Franceschini e i suoi criticano Renzi: «Su Letta toni ingenerosi» Ma Epifani: «Mi ha detto che non darà problemi al governo»
