Politica

Squinzi ottimista. Saccomanni: basta incertezza

La recessione è finita, l'Italia è a un punto di svolta ma l'uscita dalla crisi sarà lenta. È dunque «cruciale la stabilità politica per rinsaldare la fiducia di imprese e consumatori»....

La recessione è finita, l'Italia è a un punto di svolta ma l'uscita dalla crisi sarà lenta. È dunque «cruciale la stabilità politica per rinsaldare la fiducia di imprese e consumatori». Confindustria è ottimista sulla ripresa nel nostro Paese ma mette in guardia dai rischi che potrebbero arrivare da nuove tensioni nel governo. Sulla stessa linea il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni che intervenendo proprio al seminario del centro studio degli industriali afferma: «L'Italia paga il costo dell'incertezza politica che si riflette poi sui nostri spread. Anche rispetto alle vicissitudini di questi giorni e al superamento della Spagna gli investitori, pur valutando gli importanti progressi fatti dall'Italia, vedono un diverso quadro di rischiosità politica nei due scenari». Il Csc ha migliorato le stime del Pil italiano e prevede una contrazione annua dell'1,6% nel 2013 rispetto al -1,9% delle previsioni di giugno e una variazione positiva dello 0,7% nel 2014 a fronte del +0,5% della stima precedente. Il Csc lascia invariate le previsioni sul deficit/Pil stimato al 3% quest'anno e al 2,6% il prossimo. Sostanzialmente in linea con le precedenti stime anche il debito: 131,7% nel 2013 e 132,3% nel 2014 (132,4% a giugno). Ma sul fronte dell'occupazione non ci sono ancora buone notizie: a fine 2013 toccherà «un nuovo punto di minimo dall'inizio della crisi» con la perdita di 1,8 milioni di posti di lavoro. Gli industriali chiedono anche di abbassare le tasse su lavoro e imprese. La pressione fiscale «raggiunge il record nel 2013 (44,5% del Pil) e rimane molto alta nel 2014; quella effettiva, escluso il sommerso, oltrepassa il 53%». La priorità della legge di stabilità dovrà essere quella di «ridurre l'eccessivo carico fiscale che grava sul lavoro e sull'impresa agendo sul cuneo fiscale e contributivo». Il leader degli industriali, Giorgio Squinzi, sottolinea che ci vorrà qualche anno per recuperare gli effetti della recessione e chiede dunque una scossa: «Non basta più fare politiche con il bilancino ma serve una scossa potente a cominciare dal taglio drastico del cuneo fiscale». «Con i sindacati - ricorda Squinzi - abbiamo condiviso la profonda preoccupazione di come affrontare l'autunno. Per ridare fiducia a imprese e lavoratori proponiamo cose urgenti da fare, non siamo per il tutto e subito, non crediamo nei miracoli ma vogliamo credere nella necessità di reperire le risorse che servono, a partire dal taglio del cuneo». Infine ieri il ministero dell'Economia ha collocato tutti gli 11,5 miliardi di euro di Bot a un anno e a tre mesi. Il tasso degli 8,5 miliardi di euro di Bot annuali balza all'1,340% dall'1,053% della precedente asta. La domanda è 1,36 volte l'offerta. Il rendimento dei 3 miliardi di euro di Bot flessibili con scadenza a dicembre scende dallo 0,599% allo 0,509%, con una domanda a 2,29 volte l'offerta. Infine il ministero dell'Economia ha collocato tutti gli 11,5 miliardi di euro di Bot a un anno e a tre mesi. Il tasso degli 8,5 miliardi di euro di Bot annuali balza all'1,340% dall'1,053% della precedente asta. La domanda è 1,36 volte l'offerta.

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