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Passa in Commissione il ddl Palma sulla responsabilità dei magistrati

Primo ok in Senato al ddl, a firma Nitto Palma (Pdl), sulla responsabilità disciplinare dei magistrati e il trasferimento d’ufficio. La commissione Giustizia, presieduta dall’esponente Pdl, ha dato...

Primo ok in Senato al ddl, a firma Nitto Palma (Pdl), sulla responsabilità disciplinare dei magistrati e il trasferimento d’ufficio. La commissione Giustizia, presieduta dall’esponente Pdl, ha dato il via libera al testo, che ora dovrà essere calendarizzato in Aula, con i voti di Pdl, Lega, Gal, Scelta Civica-Udc. Contrari M5S e Pd. Assente Sel. «Una nuova legge vergogna contro la magistratura - dice Enrico Cappelletti, capogruppo in Commissione per M5S - ma in Aula sarà battaglia totale e la affosseremo». L’ok della Commissione Giustizia del Senato è arrivato con 8 voti contrari (M5S, Pd) e 8 favorevoli da parte dei rappresenti di Pdl, Lega, Gal, Scelta Civica. «Come prevede il regolamento in caso di parità l’emendamento abrogativo non viene accolto» spiega Cappelletti. Il relatore del testo Felice Casson (Pd) non ha potuto partecipare alla seduta essendo impegnato nella Giunta delle elezioni sul caso Berlusconi. L’articolo incriminato è il 3, comma 1, nel quale si ipotizza tra le cause di trasferimento per i magistrati «il rendere dichiarazioni che, per il contesto sociale, politico o istituzionale in cui sono rese, rivelano l’assenza dell’indipendenza, della terzietà e dell’imparzialità richieste per il corretto esercizio delle funzioni giurisdizionali». Una sorta di norma «anti-Esposito». Anche se Palma non ci sta e ribatte alle critiche: «L’intervento normativo di tipo disciplinare sulle dichiarazioni fuori misura rese da parte dei magistrati ai giornalisti era stato auspicato dal Consiglio Superiore della Magistratura e dallo stesso Presidente della Repubblica» spiega il presidente della commissione Giustizia del Senato. Che aggiunge: «Il ddl è stato da me presentato a inizio legislatura ed è identico ad altro disegno di legge già presentato dal sottoscritto nella scorsa legislatura nel Dicembre 2011». Critiche a Palma sono però arrivate anche dal Partito Democratico: «Il disegno di legge lede la libertà di espressione dei magistrati - afferma il responsabile Giustizia del Pd Danilo Leva - dal momento che la formulazione del testo è troppo generica nell’indicare i comportamenti punibili». «In questo modo - continua - lasciando enorme discrezionalità nella concreta individuazione degli illeciti, esso viola il principio costituzionale di tassatività. Sul piano politico, il tempismo e i comportamenti resi punibili dalla norma, rendono forte il sospetto che si tratti di una vera e propria rappresaglia nei confronti della magistratura per aver fatto il suo dovere». Più caustico il commento del renziano Roberto Giachetti: «Al Senato il ddl Nitto Palma passa con una maggioranza diversa da quella di governo. Si applica lo stesso ragionamento riguardo il voto della Giunta per le elezioni su Silvio Berlusconi?» scrive su Twitter.

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