Politica

Ma l’Italia rischia di perdere 37 miliardi

Un terzo della somma da usare nel 2013 L’esperto: meglio dare i soldi ai Comuni

Da contare ci sarebbero anche i soldi previsti per il periodo 2014-2020 che Governo e Regioni stanno contrattando, ma che il Parlamento europeo non ha ancora approvato in via definitiva, circa 60 miliardi di euro dei programmmi cofinanziati da Fse e Fesr e quasi 17 miliardi dei piani cofinanziati dal Feasr. Una montagna di soldi (in tutto, tra vecchi e nuovi stanziamenti, 114 miliardi) che l’Italia rischia di perdere come già successo in passato. Nel frattempo nel Belpaese si mette in discussione la copertura dell’Imu sulla prima casa che vale «solo» 4 miliardi. Una beffa. I soldi dell’Ue sprecati riguardano tutti i settori. Anche quelli più sensibili per le nostre inclinazioni come istruzione e beni culturali. Non usa mezzi termini Andrea Del Monaco, esperto di fondi strutturali europei, già consulente del secondo governo Prodi: «Mentre i cervelli meridionali fuggono all’estero entro il 2015 dovrebbero essere spesi 2,572 miliardi (dei 4,425 in dotazione) del programma per la ricerca e competitività gestito dal ministero della Ricerca e Istruzione. Ma attenzione: 1.482 milioni vanno spesi entro il 2013». Ce la faremo? Chissà. Inoltre «per la gioia degli archeologi di Pompei e degli albergatori in crisi entro il 2015 sono ancora da spendere 524 dei 685,7 milioni del programma Attrattori Culturali e Naturali (147,7 milioni entro il 2013)». Altro giro, altra corsa. I trasporti. «Occorre ancora spendere 2 miliardi dei 2,576 miliardi di euro del programma per le Reti e la Mobilità gestito dal ministero delle Infrastrutture». Saranno contenti i pendolari. Ma perché i fondi europei vengono sprecati dall’Italia? Del Monaco spiega: «Le ragioni sono tante. Ministeri e Regioni sono lenti sia nella redazione e gestione dei bandi, sia nei pagamenti; chi presenta i progetti, li scrive male, e non fattura precisamente le spese finanziate; i programmi sono spesso polverizzati in tante piccole misure inutili per lo sviluppo locale; inoltre ci sono le frodi: l’ultimo grande caso è quello dell’indagine Mala Gestio (17 arresti a giugno): secondo la Guardia di Finanza di Palermo vi sarebbe stata l’evasione di imposte dirette e Iva per oltre 40 milioni di euro e l’illecita percezione e gestione di un contributo pubblico di 15 milioni di euro di Fse da parte del Ciapi di Palermo, il centro interaziendale addestramento professionale integrato, un ente di formazione controllato dalla Regione Siciliana». L’esperto di fondi Ue avanza anche una soluzione: «Le Regioni e i Ministeri potrebbero dare la metà della gestione dei fondi europei alle città metropolitane. Si parla tanto di federalismo, facciamolo! Le future aree metropolitane potrebbero diventare centri di programmazione e accelerare la spesa di concerto con Regioni e Governo». Sarebbe anche meglio verificare le inadempienze. «Non c’è dubbio. Per esempio se la Regione Lazio trasferisse la metà dei 1.157 milioni da spendere entro il 2015 a Roma Capitale, i romani valuterebbero il comune direttamente sull’efficacia della sua spesa: potrebbero dire se i fondi sono stati spesi bene sulla raccolta differenziata dei rifiuti, per mettere a posto le scuole, per dedurre nuove case dalla riqualificazione degli edifici pubblici in disuso e in degrado, per finanziare gli scavi archeologici, per sostenere la ricerca e il sistema produttivo». Resta un dubbio. Ma se questi fondi sono gestiti dalle Regioni perché spesso i sindaci li chiedono al governo, come, ad esempio, Matteo Renzi che ha ottenuto 20 milioni per gli «Uffizi» dal premier Enrico Letta? Non sarebbe stato più facile averli dalla Regione Toscana? «Bè, questo lo chieda alla Regione Toscana che solo di Fse e Fesr deve spendere più di 900 milioni della vecchia programmazione entro il 2015». Ovviamente la situazione peggiore è al Sud. Campania, Puglia, Calabria e Sicilia devono impegnare parecchi soldi dell’Ue. Per Ricerca e Competitività 2,5 miliardi da certificare entro il 2015, quasi 2 per Reti e Mobilità, 910 milioni per l’Istruzione, 665 milioni per le Energie rinnovabili, 524 per il Turismo e 515 per la Sicurezza.

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