Politica

Affondo della Lega contro Roma 2024

Interrogazione del Carroccio a Montecitorio sul debito della Capitale Il sindaco Marino conferma: «Presenteremo la candidatura»

«Siamo noi contro il resto del mondo». Parole profetiche quelle del sindaco di Roma, Ignazio Marino nel giorno in cui sulla candidatura alle Olimpiadi del 2024 la Lega Nord sferra il primo attacco e lo fa da Montecitorio. Ma anche il sud non resta a guardare. Durissima nella forma e nella sostanza l’interrogazione della Lega Nord, primo firmatario il deputato Paolo Grimoldi, al Ministro per gli Affari regionali, nella quale si definisce «velleitaria», la candidatura di Roma Capitale alle Olimpiadi 2024, «considerando la situazione finanziaria del Comune di Roma» che registra «un debito lordo di 16,8 miliardi di euro», anche alla luce del «brutto ricordo dell’organizzazione nella Capitale dei mondiali di nuoto 2009, dove a un ingente impegno finanziario non è corrisposta alcuna eredità di strutture sportive, né infrastrutture, e la competizione si è svolta impianti improvvisati dopo che i lavori per le piscine non sono stati conclusi o hanno realizzato strutture inservibili perché fuori misura regolamentare». L’intento dei rappresentanti del Carroccio è quello di fare "le pulci" al bilancio capitolino rispolverando tra le righe l’ormai antico slogan di Roma ladrona. E questo nel testo dell’interrogazione. Precipita poi nel consueto linguaggio leghista lo stesso Grimoldi durante il suo intervento in Aula: «Alle olimpiadi del 1992 re Juan Carlos fu costretto a parlare in catalano e presto o tardi anche voi, nei palazzi romani, sarete costretti a parlare la lingua delle genti del nord che è la lingua della meritocrazia, della libertà, la lingua sconosciuta da queste parti della cultura del lavoro», ha incalzato il deputato chiedendo se entro l’anno 2024 il debito del Comune di Roma potrà essere ripianato e quindi la città potrà disporre di risorse proprie per onorare la proposta di candidatura ad ospitare i giochi olimpici. Chiara, e senza margine di dubbio, la replica del ministro Graziano Delrio: «Dai dati arrivati in nostro possesso dal commissario per l’indebitamento pregresso si può rilevare che il debito di Roma Capitale, dai 22,4 miliardi del 26 luglio 2010 è attualmente, al 31 agosto 2013, calato a 15 miliardi e 58 milioni, di cui il disavanzo al netto dei crediti degli interessi su oneri finanziari è di 7 miliardi e 689 milioni. Al momento - ha precisato poi Delrio - non è stata formalizzata alcuna richiesta di candidatura, nè il presidente del consiglio ha mai detto che Roma è candidata; il presidente del Consiglio ha espresso l’interesse che l’Italia possa combattere questa battaglia. La sfida per ospitare i giochi olimpici è una battaglia che può rappresentare un’occasione di sviluppo e prestigio per il nostro Paese». In contemporanea il sindaco di Roma, Ignazio Marino, metteva i puntini sulle "i", confermando la candidatura della Capitale. «Io davvero non vivo la politica come una sorta di conflitto derbistico. Credo che la politica dovrebbe essere ricondotta alla razionalità, alla severità che i nostri tempi richiedono nelle decisioni di chi vuole assumersi la responsabilità di un’amministrazione - dice Marino - ci sono delle regole: bisogna presentare una domanda per partecipare e certamente Roma la presenterà e poi c’è un Comitato che decide. Invece di perdersi in provinciali dibattiti tra Regioni e città dovremmo tutti unirci perché in questa gara tra l’Italia e il resto del mondo vinca l’Italia». Da Milano è invece ancora il governatore Roberto Maroni a tornare sulla candidatura del capoluogo lombardo: «Non è un braccio di ferro, più candidature ci sono meglio è all’inizio perché vuol dire che c’è interesse. Milano e la Lombardia secondo me hanno tutti i numeri per fare bene e soprattutto c’è una grandissima opportunità che è la realizzazione di una grande e nuova città olimpica dello sport sul sito Expo. Questa sarebbe la destinazione ottimale per il dopo Expo». Il dubbio che Roma e Milano stiano comunque facendo i conti senza l’oste viene insinuato dalla deputata Pdl Elvira Savino: «Per le Olimpiadi del 2024 l’Italia deve avanzare una candidatura unitaria, altrimenti anche il sud deve essere della partita puntando su una sua città. Non è pensabile che ogni qualvolta in Italia si debba organizzare un evento importante si prendano in considerazione solo ed esclusivamente Roma e Milano, il cui scontro, peraltro, nuoce al Paese. Mi piacerebbe che su questo tema intervenisse anche il presidente Napolitano per testimoniare che esistono anche nel Meridione realtà che, se valorizzate, sarebbero pronte per sfide importanti. Se poi alla fine dovessero prevalere le solite logiche campanilistiche e lobbistiche, allora non vengano a chiedere ai cittadini del sud di finanziare con le loro tasse le Olimpiadi». Chissà che alla fine tra i due litiganti non sia proprio il terzo a godere.

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