Dopo una giornata di attese, dubbi procedurali e trattative, l’obiettivo di breve periodo del centrodestra è raggiunto: far sì che la Giunta delle elezioni del Senato valuti con la dovuta attenzione il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Per quello di medio periodo - arrivare almeno al 19 ottobre, giorno in cui il Tribunale di Milano dovrà esprimersi sulla rimodulazione dell’interdizione dai pubblici uffici - si vedrà. Il relatore Andrea Augello ha chiesto la convalida dell’elezione di Silvio Berlusconi. «La decisione di iniziare la discussione generale e di votare con un voto unico relazione e questioni preliminari è stata presa all’unanimità - ha spiegato la senatrice Pezzopane - Ci sono già alcuni iscritti a parlare». Augello, infatti,ha ritirato le pregiudiziali - inserite come preliminare nella relazione, tranne quella che riguarda la funzione giurisdizionale della Giunta - e dato il suo ok all’inizio della discussione. Ogni componente della Giunta avrà a disposizione 20 minuti per intervenire, mentre altri 60 minuti sono riservati a ciascun gruppo. La discussione generale, pertanto, è stata aggiornata a domani alle 15. Slitta,così, l’atteso voto della Giunta. E il governo, almeno per ora, è salvo. Il tema tecnico della giornata è stata la proposizioni delle pregiudiziali sull’applicazione della legge Severino nel caso del Cavaliere (due alla Consulta, uno a Lussemburgo) come note preliminari della relazione. Modalità, proposta del senatore Benedetto della Vedova di Scelta Civica, che prevederebbe un regolamento diverso da quello seguito finora. «Siamo tornati a una convergenza importante sulla procedura, rientrando all’interno dell’articolo 10 primo comma del regolamento del Senato», ha spiegato Buemi. Considerando quindi i 22 senatori e i 6 gruppi parlamentari servirebbero oltre 15 ore di lavori per arrivare al voto. La «calma» con la quale Augello ha spiegato la sua relazione alla Giunta, iniziata alle 20, ha mandato su tutte le furie il Movimento 5 Stelle. Soprattutto alla luce del fatto che, l’unica differenza con la giornata di lunedì, è un’integrazione di poche righe. «Il relatore Augello, in due ore non è riuscito a formulare delle conclusioni che non siano dubitative - aveva tuonato Mario Giarrusso del M5S - Noi abbiamo chiesto la sua sostituzione». Con la conferma del voto unico sfuma la quarta pregiudiziale, quella annunciata dal senatore pdl Lucio Malan. Il testo, di una sola pagina, poneva la questione dell’amministratività della decadenza, considerata «assurda, visto che la pena deriva dalla commissione di un reato e quindi va considerata penale». Testo rimasto per tutta la giornata nella cartellina del senatore azzurro, che aveva annunciato: «Se Augello passerà dalle pregiudiziali alle preliminari, allora ritiro la mia pregiudiziale». Il Pdl respinge al mittente le accuse di «melina» da parte di Pd e M5S. Stilettate, quelle dei democratici, meno affilate di quelle di lunedì. «Da parte nostra c’è solo una volontà di approfondimento - è la reazione della senatrice in Giunta Elisabetta Alberti Casellati - La nostra impressione è che da parte del Pd c’è idea di staccare la spina al governo». Intanto nella mappa dei sì e dei no alla decadenza non si registrano passi indietro. Scricchiola un po’ la posizione del Psi, rappresentato in Giunta dal solo Buemi. «Non c’è altra strada che votare per la decadenza di Silvio Berlusconi», ha detto con vigore il segretario Riccardo Nencini. «Da democratici e garantisti siamo per battere il leader del centrodestra nelle urne», corregge il tiro Marco Di Lello, presidente dei deputati socialisti. A quanto si visto ieri, però, avranno tempo per chiarirsi le idee.
Slitta il voto in Giunta Governo salvo. Per ora
Il relatore Augello cambia la sua relazione e ritarda le conclusioni. I tempi si allungano
