Politica

Il Pd teme il salto nel buio e le incognite del dopo-Letta

DubbiEpifani insiste: «La Giunta decida o sarà la giungla» Ma la prospettiva di una maggioranza con M5S non convince

E poi? Cosa succede? Enrico Letta? Matteo Renzi? Il congresso? L’intesa con il MoVimento 5 Stelle? Giorgio Napolitano? Appena la parola «crisi» viene pronunciata nei corridoi della sede Pd di via del Nazareno il fuoco incrociato di domande si avvia in automatico. Perché in questo momento l’unica cosa certa per i Democratici è che non bisogna cedere. La decadenza di Silvio Berlusconi da senatore non può essere messa in discussione. Sarebbe il modo migliore per scatenare l’ira dei militanti ed esporsi agli attacchi del partito di Repubblica e dei grillini. Da lì, quindi, non si retrocede. Non a caso Guglielmo Epifani, ospite della prima puntata di Matrix , affonda il colpo: «Non siamo nella Repubblica delle banane dove il diritto è piegato agli interessi di qualcuno. In uno stato democratico sarebbe come affermare la legge del più forte, la legge della giungla». «Si arrivi subito al voto - insiste -, non si può andare avanti a lungo. È ora di tirare una riga e pensare all’interesse del Paese. Quando il diritto alla difesa diventa ostruzionismo non va bene. Non possiamo tenere fermo il Paese in democrazia c’è un tempo in cui si ascoltano le ragioni di tutti e un tempo in cui si decide». Anche se poi aggiunge: «In questi momenti la giunta è riunita, ci sarà tempo per discutere e passerà qualche giorno ma alla fine la giunta prenderà la sua decisione. Noi ribadiamo che la legge è uguale per tutti». E tutta l’attenzione è puntata ovviamente su quel «passerà qualche giorno». Perché ormai ogni ora è fondamentale. Anche la notte tra lunedì e martedì, quando tutto sembrava compromesso, è servita per portare avanti un tentativo di mediazione. E così la giornata che ha preceduto la riunione della Giunta. Ma l’unica cosa che è emersa con chiarezza è che, al momento, nessuno ha «un piano B». Forse per questo, incontrando i ministri del Pdl, il premier Enrico Letta ostenta il solito ottimismo: «Alla fine a prevalere sarà il senso di responsabilità perché mettere fine alla stabilità dell’esecutivo avrebbe un costo troppo elevato. Le condizioni per andare avanti ci sono e lo dimostrano i risultati ottenuti sulla scuola o il sì della Camera al disegno di legge sulle riforme». C’è solo un problema. Letta, che assieme a Dario Franceschini e all’ala più moderata dei Democratici porta avanti la trattativa con le «colombe» del Pdl, non ha il pieno controllo sul partito. Nemmeno Giorgio Napolitano che ieri ha lanciato un avvertimento, dicono i ben informati, più indirizzato al Pd che ai berluscones, può offrire garanzie sufficienti sul comportamento dei senatori. Così come Epifani (anche lui ieri ha visto il premier). Troppe le variabili in gioco. I renziani, ad esempio, temono che qualcuno possa utilizzare la «scusa» della crisi per proporre uno slittamento del congresso. A quel punto Mattero Renzi potrebbe trovarsi candidato premier con un segretario in qualche modo «ostile». E sarebbe lui, stavolta, a recitare il ruolo che toccò a Romano Prodi ai tempi della leadership di Walter Veltroni. Secondo elemento, tutt’altro che secondario, Napolitano. Il Capo dello Stato, prima di concedere le elezioni anticipate, chiederà che venga approvata la legge di stabilità e riformato il Porcellum. Posto che il Pdl esca dalla maggioranza chi vi entrerà? Il Pd è veramente in grado di approvare dei provvedimenti assieme a M5S, Sel ed una pattuglia più o meno nutrita di «responsabili»? Quale può essere la legge elettorale che mette d’accordo tutti, comprese le diverse anime dei Democratici? E poi c’è Letta. Il premier si muoverà in sintonia con il Colle. Potrebbe dimettersi nel momento in cui i ministri berlusconiani decidessero di dimettersi. Ma l’ipotesi più accredita è un’altra. Il presidente del Consiglio è pronto, un minuto dopo l’apertura della crisi, a presentarsi davanti alle Camere per chiedere il voto di fiducia. In questo modo metterebbe il Pdl con le spalle al muro. E non solo.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.