Politica

Ai 42 onorevoli 18 mesi di tempo per cambiare le regole

Via libera della Camera al disegno di legge che istituisce il Comitato bicamerale dei 42 per le riforme costituzionali ed elettorali. Con il voto di Montecitorio il ddl, approvato nel testo identico...

Via libera della Camera al disegno di legge che istituisce il Comitato bicamerale dei 42 per le riforme costituzionali ed elettorali. Con il voto di Montecitorio il ddl, approvato nel testo identico a quello uscito dal Senato l'11 luglio scorso, riceve il secondo via libera in prima lettura. Ora dovrà affrontare la seconda lettura, come tutti i ddl costituzionali, in entrambi i rami del Parlamento ad intervallo non minore di tre mesi. A votare a favore è stata la maggioranza Pd, Pdl, Scelta civica-Udc, Centro democratico più i deputati della Lega e Fratelli d'Italia. Hanno votato contro, dopo giorni di proteste, dentro e fuori dall'aula, M5s e Sel secondo i quali il ddl deroga «illegittimamente» all'articolo 138 della Costituzione. Il ddl stabilisce che il Comitato dovrà riunirsi al massimo entro 10 giorni dall'entrata in vigore della legge. Al parlamento verranno dati 18 mesi per procedere all'esame dei progetti di legge in materia di riforme. Il Comitato dovrà approdare a un testo di revisione dei Titoli I, II, III, V della seconda parte della Costituzione per quanto riguarda la forma Stato, la forma di governo, il bicameralismo, gli Enti locali (quindi anche, eventualmente, la questione Province). Potranno essere rivisti anche altri capitoli della Costituzione ma solo se le modifiche saranno «strettamente connesse». Quanto alla legge elettorale il Comitato potrà occuparsene esclusivamente se sarà «conseguente» al nuovo assetto istituzionale. In pratica, il Comitato potrà elaborare solo una proposta di riforma del sistema di voto a regime, senza impedire che, nel frattempo, le commissioni Affari costituzionali, si occupino dei ritocchi al Porcellum con una legge «ponte» o di «salvaguardia» in caso di elezioni anticipate. Il Comitato dei 42 dovrà arrivare a un testo di sintesi delle riforme costituzionali da portare all'attenzione delle aule di Camera e Senato cui spetterà l'ultima parola sull'approvazione delle riforme. Ciò non toglie, prevede il ddl, che anche se il sì arrivasse, in seconda lettura, con una maggioranza dei due terzi da parte di entrambi i rami del parlamento, non si possa procedere a un referendum popolare per consultare i cittadini. I componenti del Comitato saranno in tutto 42: venti senatori e venti deputati nominati dai presidenti delle Camera su indicazione dei gruppi parlamentari, più, di diritto, i due presidenti delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato cui è affidata congiuntamente la presidenza dell'organismo bicamerale. La nomina dei componenti è effettuata su designazione dei gruppi parlamentari delle due Camere, previa intesa tra i presidenti di Gruppo, in base alla complessiva consistenza numerica dei gruppi.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.