I "grillini" che hanno occupato la terrazza di Montecitorio dal cui parapetto hanno fatto scendere un lenzuolo con la scritta "La Costituzione è di tutti", per protestare contro le riforme di cui si sta discutendo in Parlamento, può far sorridere gli stolti. E non si può liquidare il gesto neppure definendolo "una buffonata". Si tratta, infatti, di un attacco in piena regola non soltanto alle istituzioni, ma della testimonianza di un disprezzo del confronto civile che denota una rabbiosa ribellione ed un atteggiamento di radicale negazione dei luoghi nei quali si formano le leggi. Il tutto deriva dall'accanimento, che impropriamente e superficialmente lo è voluto rubricare come "folcloristico", il cui fine è l'istigazione alla delegittimazione dell'ordine costituito. Di tale atteggiamento non c'era bisogno dell'arrivo dei Cinquestelle sul proscenio della politica per verificarne la profondità nella società italiana permeata, negli ultimi vent'anni, da uno scontro tra forze sempre più barbaro, mentre, paradossalmente, da tutte le parti venivano appelli al rafforzamento del bipolarismo la cui essenza è il riconoscimento degli opposti come "avversari" e non come "nemici". Si è, dunque, predicato bene e razzolato male. Anzi, malissimo. Il male oscuro italiano è stato ed è l'intolleranza che ha portato al disconoscimento della dialettica come strumento di crescita e di sviluppo non soltanto nei rapporti civili, ma anche nell'adozione di norme e provvedimenti realmente bipartisan. La barbarie è penetrata nelle fibre dei partiti e degli schieramenti al punto che la politica si è paralizzata, incapace di assolvere al suo ruolo di composizione dei conflitti. E dal momento che il vuoto lasciato dalla politica da qualcuno doveva pur essere riempito, un ordine dello Stato (scambiato impropriamente per "potere"), quello giudiziario, ha preso a svolgere la funzione di supplenza della quale oggi si raccolgono i frutti. Insomma, la partigianeria elevata a sistema ha prodotto da un lato l'incapacità di riformare il sistema per cui la vagheggiata Seconda Repubblica è rimasta sulla carta; dall'altro ha innescato un processo di inimicizia assoluta prossimo ad una sorta di guerra civile strisciante con i contendenti protesi a salvaguardare se stessi piuttosto che pensare a come garantire il "bene comune". In altri termini, negli ultimi vent'anni è stata tenuta accesa una miccia che adesso rischia di far esplodere le istituzioni stesse del Paese, negando non ad una parte politica guidata da un uomo che aveva scompigliato i giochi della sinistra dopo le disavventure di Tangentopoli, la possibilità di governare con il chiaro consenso popolare. Il berlusconismo, insomma, non è stato inventato da Berlusconi, come pure s'immagina, ma dagli antiberlusconiani che si sono fabbricati un "nemico" verso il quale hanno concepito una sorta di odio teologico che nulla ha a che fare con le ordinarie contrapposizioni che pur si manifestano in democrazia. È per questa ragione che taluni giornali sono diventati aggressivi fino alla diffamazione; che gli strumenti di comunicazione hanno aggirato la Costituzione manipolando l'opinione pubblica attraverso ricostruzioni arbitrarie di questioni personali e giudiziarie con l'utilizzo spregiudicato di intercettazioni telefoniche e ambientali; che politici quantomeno imprudenti hanno utilizzato le difficoltà oggettive del Paese per attribuirne ad una sola parte la responsabilità facendo cadere qualsiasi prospettiva di collaborazione e di reciproco scambio per immaginare un nuovo assetto istituzionale consono ai tempi. Tutti questi soggetti hanno agito avvalendosi di inchieste giudiziarie con le quali si è frequentemente intrecciata la politica determinando perfino nel campo avverso al berlusconismo insidiose pratiche tese al compromesso ed all'inciucio che hanno demolito la stessa sinistra nel cui ambito le diversificazioni sono diventate apertamente conflittuali. La barbarie non sempre segue una logica. Essa spesso si palesa come il punto di non ritorno di un odio politico e sociale maniacalmente coltivato. E se poi dà luogo a folli manifestazioni di intolleranza non ci si deve meravigliare più di tanto. Per dire, i "grillini" non fanno ridere, piuttosto dovrebbero far riflettere al di là delle condanne di circostanza.
La guerra civile della politica
di Gennaro Malgieri - I "grillini" che hanno occupato la terrazza di Montecitorio dal cui parapetto hanno fatto scendere un lenzuolo con la scritta "La Costituzione è di tutti", per protestare...